"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 17 marzo 2014

La nostra civiltà è destinata ad un collasso irreversibile

La nostra civiltà è destinata ad un collasso irreversibile

Questo progetto di ricerca è basato su un nuovo modello interdisciplinare (Handy). Lo studio condotto a partire dal modello Handy ha constatato come,
in base alle serie storiche, tutte le civiltà complesse sono suscettibili di crollo, sollevando dubbi circa la sostenibilità della civiltà moderna. L’esempio passato dell’impero romano mostrerebbe, infatti, che più le civiltà evolvono, diventando articolate, maggiormente risultano fragili e caduche. Studiando le dinamiche che legano l’uomo alla natura, proprio a partire dai casi degli antichi imperi giunti al collasso, il progetto individua quei fattori più salienti e tra loro interconnessi, che spiegherebbero il declino della civiltà e che, oggi, possono contribuire a determinare il rischio di crollo imminente: popolazione, clima, acqua, agricoltura ed energia.

I fattori sopracitati
possono condurre al collasso nel caso convergano per generare due funzioni sociali fondamentali:”l’espansione delle risorse dovuta alla tensione posta sul carico delle capacità ecologiche” e “la stratificazione economica della società in elite ricche e masse povere”, questi fenomeni hanno giocato “un ruolo centrale nel processo di collasso” in tutti i casi “negli ultimi 5 mila anni”.

Attualmente, gli elevati livelli di stratificazione economica sono collegati direttamente al consumo eccessivo di risorse, con le elite, stanziate per gran parte nei paesi industrializzati, responsabili di entrambi: “il surplus accumulato non è distribuito uniformemente nella società poiché viene controllato da una élite che ne destina solo una piccola parte alla grande massa della popolazione, solitamente, ciò che le basta appena per la sussistenza”. Lo studio smentisce, inoltre, coloro i quali sostengono che la tecnologia risolverà questi problemi aumentando l’efficienza.

Modellando una serie di scenari diversi, gli scienziati artefici dello studio hanno concluso che partendo da condizioni “che riflettono da vicino la realtà odierna si può scoprire come il collasso sia difficile da evitare.” Nel primo di questi scenari, nonostante per un lungo periodo lo sviluppo appaia come
sostenibile, alla fine i consumi eccessivi delle elite finiscono per produrre carestia tra le masse, conducendo la società al collasso. In questo scenario,
il crollo è indotto da fattori economico-sociali e non dalla rottura del rapporto tra uomo e natura.

Un altro scenario si concentra sul continuo sfruttamento delle risorse, osservando come, con un maggiore tasso di esaurimento, il declino delle masse avvenga più velocemente.
Mentre le elite sembrano ancora fiorenti, i poveri sono al collasso, finendo inevitabilmente per condurre allo sfacelo anche i ricchi.

In entrambi gli scenari, le elite, che hanno il monopolio della ricchezza, sembrano essere ignare della traiettoria catastrofica presa dalla società, come nei casi dei maya e dell’impero romano, poiché la ricchezza detenuta le aiuta a mitigare gli “effetti negativi del crollo ambientale molto più a lungo che tra la gente comune”.
La loro dissennatezza, tuttavia, finisce per accelerare la catastrofe.

Gli scienziati sottolineano, comunque, come gli scenari peggiori non siano affatto inevitabili e suggeriscono che una politica appropriata, accompagnata a cambiamenti strutturali, potrebbe evitare il collasso, fino a spianare la strada verso una
civiltà più stabile.

Le due soluzioni principali consistono nel ridurre la diseguaglianza economica, in modo da garantire una distribuzione più equa delle risorse, e diminuire drasticamente il consumo di risorse, riducendo, tra l’altro, la crescita della popolazione: ” il collasso può essere evitato e la popolazione può raggiungere maggiore equilibrio a patto che il tasso pro capite di sfruttamento delle risorse naturali venga ricondotto ad un livello sostenibile e le risorse siano distribuite in modo più equo.”

Fonte: theguardian.com
Tratto da: signoraggio.it

http://newapocalypse.altervista.org/blog/2014/03/17/nostra-civilta-destinata-ad-collasso-irreversibile/

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