"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 6 marzo 2014

Kiev, ecco una telefonata choc che scredita il nuovo governo. Chi ha pagato i cecchini?

Kiev, ecco una telefonata choc che scredita il nuovo governo. Chi ha pagato i cecchini?

In una telefonata tra il ministro degli Esteri estone e il commissario Ue agli Affari Esteri Ashton emergono nuove, inquietanti, rivelazioni: i cecchini avrebbero sparato anche sulla polizia, e sarebbero al soldo della nuova coalizione
I cecchini che avevamo visto all’opera nelle scorse settimane in piazza Maidan non sarebbero stati ingaggiati da Yanukovych, e non avrebbero sparato solo contro i manifestanti.
È quanto emerge da un’inquietante telefonata, pubblicata da Russia Today e rilanciata in questi giorni su Youtube, intercettata il 25 febbraio scorso tra il ministro degli Esteri estoneUrmas Paet e l’alto commissario per gli Affari Esteri della Ue Catherine Ashton.
Paet è appena tornato da Kiev, dove ha incontrato esponenti della Nuova Coalizione e rappresentati del movimento di piazza Maidan.
 Le rivelazioni che fa al telefono sono impressionanti: “Tanto tra le persone quanto tra i manifestanti ci sono stati morti uccisi dai cecchini.
 Gli stessi cecchini uccidevano persone su entrambi i fronti.
 C’è l’impressione sempre più forte che dietro i cecchini non ci sia Yanukovych ma qualcuno della nuova coalizione.”
 Paet cita la testimonianza di Olga Bogomolets, medico e fisico vicina ai manifestanti di piazza Maidan, che gli racconta come le ferite sui cadaveri tanto della polizia quanto dei manifestanti portassero le impronte “della stessa mano, gli stessi proiettili”.
Una rivelazione che, nelle parole dello stesso Paet, screditano il nuovo governo di Kiev sin dagli esordi. 
Il ministro degli Esteri estone racconta anche come la popolazione non abbia più fiducia nella classe politica, nonostante il cambio di governo: “L’impressione è che non ci sia fiducia verso i politici.
 Le persone di Maidan e della società civile dicono che gli esponenti del nuovo governo hanno un passato losco.”
 Racconta inoltre di un clima tesissimo, di intimidazione verso i membri del parlamento:
 “Giornalisti che erano con me hanno visto che in pieno giorno un deputato è stato picchiato davanti al Parlamento da questi ragazzi con dei fucili.
La gente non lascerà le strade prima di vedere avviate delle vere riforme.
 Il solo cambio di governo non basta.
 C’è bisogno di un messaggio chiaro, che aumenti la fiducia della gente.”
 Per di più, racconta Paet, le popolazioni dell’Ucraina orientale non aspettano altro che l’arrivo dei russi, e la fine dell’ “occupazione” ucraina.
La Ashton dal canto suo replica dicendo di essere choccata da notizie che apprende solo al momento della telefonata, e promettendo indagini in proposito.
 “Però a quelli di Maidan ho detto anche che se si barricano negli edifici e il governo non può funzionare, noi non possiamo nemmeno mandare del denaro, perché abbiamo bisogno di un parlamento con cui poter cooperare. 
Ho anche detto agli esponenti dei partiti di opposizione che devono dialogare con Maidan, e mandare nelle strade la polizia ordinaria a svolgere il proprio ruolo, cosicché la gente possa tornare a sentirsi sicura.” – 
prosegue la Ashton-
 “Mi sono anche rivolta al Regions Party: devono andare a portare fiori sulle tombe dei morti di Maidan, mostrare che hanno capito quello che è successo. C’è una grande rabbia, la gente ha visto crescere la responsabilità di Yanukovych nella corruzione e pensa che siano tutti uguali.
 La gente ha perso persone care, e ha la sensazione che questo sia stato ordinato da Yanukovych. C’è grande shock in città, che può esprimersi nei modi più diversi.”

Fonte: IlGiornale.it
http://ununiverso.altervista.org/blog/kiev-ecco-una-telefonata-choc-che-scredita-il-nuovo-governo-chi-ha-pagato-i-cecchini/

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