"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 20 marzo 2014

F35: sui tagli c’è già la marcia indietro del governo

F35: sui tagli c’è già la marcia indietro del governo

by tiziano bruni
“Non ho detto ciò che ho detto e se l’ho detto mi sono
frainteso”. 
Una mitica vignetta di Altan, utilizzata all’epoca
per lo ‘smentitore’ Silvio Berlusconi, potrebbe essere riciclata
anche per il ministro della Difesa Roberta Pinotti, capace di una
magnifica giravolta sugli F35.
Appena 72 ore fa, ai microfoni di Sky, su precisa domanda relativa
ad un ridimensionamento del programma che costa all’Italia 12
miliardi di euro per l’acquisto di 90 cacciabombardieri della
Lockheed Martin, la Pinotti (già sottosegretario nello stesso
dicastero guidato da Mauro durante il governo Letta) aveva risposto
così: “È lecito immaginare una razionalizzazione, si può
ridurre e rivedere”.
 Subito a fare calcoli, pensando a quanto si
sarebbe potuto risparmiare e dove quelle risorse potevano essere
impiegate.
Tutti avevano preso sul serio la Pinotti, anche Matteo Renzi. 
“ll
ministro ha ragione, risparmieremo molti soldi dalla Difesa.
 Tre
miliardi di euro, anche se non tutti dagli F35. 
Anche quel
programma però sarà rivisto”.
 Ci aveva creduto anche il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Tanto sul serio che il Colle aveva convocato il Consiglio Supremo di
Difesa (proprio per oggi), che ormai si riunisce solo per far passare
i moniti del Quirinale sugli F35. 
Si sarà espressa male la Pinotti
domenica o il messaggio di Napolitano sulle “criticità
della legge 244 del 2012″ (che rafforza i controlli del
Parlamento sulle spese militari) è arrivato forte è chiaro? 
Fatto sta che ieri, in Commissione Difesa, la Pinotti ha ingranato
la retromarcia: “Io non ho parlato specificamente degli F-35.
I media hanno esteso mie considerazioni con valutazioni che io non ho
fatto”.
 Ah già, è colpa dei media. 
Sono riusciti a ingannare
anche Presidente del Consiglio e Capo dello Stato. 
L’unica promessa che la Pinotti (bontà sua) si sente di fare è che “non si
faranno altre acquisizioni, oltre ai lotti già previsti”.
Intanto il Fatto Quotidiano rispolvera una notizia venuta fuori lo
scorso autunno dopo l’approvazione della legge Stabilità, vale a
dire lo stanziamento di 6 miliardi destinati all’acquisto di nuove
navi militari (leggi).
 La ‘manina’ in quel caso era stata del
predecessore della Pinotti, Mario Mauro, già grande fan degli F35.
 Sei miliardi a cui ne vanno aggiunti altri 4, che
potrebbero essere destinati all’acquisto 2 Lcs (Litoral Combat Ship),
navi da combattimento costiero, definite dall’ammiraglio De
Giorgi, capo di Stato maggiore della Marina, “una versione
semplificata delle Fremm” (altre fregate da combattimento).

fonte: http://it.ibtimes.com/articles/64023/20140319/f35-governo-tagli-marcia-indietro-pinotti-renzi-napolitano.htm
http://www.signoraggio.it/f35-sui-tagli-ce-gia-la-marcia-indietro-del-governo/

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