"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 27 marzo 2014

"Non darla a un russo": le donne ucraine pronte al boicottaggio del sesso

"Non darla a un russo": le donne ucraine pronte al boicottaggio del sesso

La battaglia tra Kiev e Mosca si combatte anche sui social network, "con ogni mezzo"
"Non darla a un russo": la battaglia geopolitica tra Mosca e Kiev travalica i campi tradizionali della tattica strategica delle relazioni internazionali per arrivare sui social network, mettendo in campo quella che, nelle intenzioni dei promotori dell'iniziativa, dovrebbe essere l'arma "fine di mondo": il no al sesso.
"Non darla a un russo" è infatti il nome di una pagina Facebook nata all'indomani dell'annessione della
Crimea da parte della Russia, nata dalla mente di un anonimo internauta ucraino e che, come si legge nel suo motto, si propone di "combattere il nemico con ogni mezzo" e si ispira nel nome al verso del vate letterario Taras Shevchenko che, nel 1838, esortava una donna di nome Kateryna a cedere "all'amore, o vergine bruna, ma non con i russi".
Sulla pagina si sono date appuntamento donne, più o meno giovani, ucraine, che, oltre a lasciare messaggi, mandano le proprie fotografie mentre indossano le magliette con lo slogan e il logo dell'iniziativa.
In uno degli status che compaiono sulla pagina le attiviste ucraine si rivolgono anche alle donne "dell'altra parte della barricata": "Donne russe, vi interessa unirvi a noi?
 I nostri uomini sono ancora tutti a casa, ma i vostri sembrano pronti ad andare in guerra".
Difficile che tale forma di mobilitazione possa avere il successo sperato e cambiare i destini dell'area. 
Ma almeno un tentativo, incruento, è stato fatto.

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