"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 5 marzo 2014

Civati e l’orribile qualità della sua dissidenza verso l'orribile Renzi.

Civati e l’orribile qualità della sua dissidenza verso l'orribile Renzi.

Civati non dissente verso Renzi perché questi deve la sua carriera politica
all’essere un massone e figlio di massone al servizio del potere bancario, o perché è in perfetta armonia con gli innumerevoli bilderberghini al governo.
No, Civati dissente perché ha fatto il governo con Alfano e con l’appoggio di Berlusconi.
 Alfano e Berlusconi che Civati qualifica destra, laddove, come lui e il come il PD, sono solo aggregazioni di gente che vuol qualcosa e la vuole in qualunque modo, collocandosi cioè a destra a sinistra o al centro, o comunque dovunque. Insomma, niente di insolito nel comportamento di Civati: anche lui, in sostanza della cricca di una sinistra che, da che era il sostegno occulto delle
banche, ne è ora divenuta il sostegno palese e che non è migliore della destra, specie poi se per destra si intende Alfano e i suoi pseudotraditori, perché traditori lo sarebbero, ma per esserlo davvero bisogna avere qualcosa da tradire, e Berlusconi non rappresenta nulla per cui sia opportuno avere riguardo. Nessuno quindi si lasci ingannare dai toni o dai termini che anche lui molto impropriamente usa, tipo rivoluzione, sinistra eccetera. Saranno giovani, ma sono in sostanza più cinici dei vecchi. 
La fase di Ilenya , la fase cioè della cultura dell’abiezione, è ancora in pieno svolgimento, e tutti costoro, vecchi o giovani, ne sono espressione.


Alfonso Luigi Marra

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