"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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domenica 23 marzo 2014

Aumenti previsti…

Aumenti previsti…

Questo è un settore che drena alle casse del nostro Paese ben cinque miliardi l’anno e nonostante questo ci porta ai primi posti in classifica in Europa per
gli Stati che più spendono. Qualcosa non va, ma non da quest’anno ma da molto tempo e in molti hanno chiuso uno o anche due o tre occhi. Ora però che la cinghia deve essere tirata per tutti si inizia a cercare di capire le motivazioni che hanno portato a questo grave problema. 
A centrare il problema, che viene denunciato da anni sia dai cittadini che dagli stessi lavoratori è stato il ministro dei trasporti Maurizio Lupi che ha ben spiegato: «Le Ferrovie possono svolgere un ruolo importante nella razionalizzazione del trasporto pubblico locale, ma non possono essere utilizzate per ripianare i bilanci delle tante aziende locali in crisi».
Che dire questo è il tipico caso del serpente che si morde la coda, mancano i soldi alle aziende locali che si occupano di trasporti e questi ultimi si rifanno sullo Stato e quindi beffano due volte chi usufruisce del loro servizio. A renderci nota questa situazione con tanto di numeri e raffronti è stato il commissario per la spending review Carlo Cottarelli spiegandoci che nel resto d’Europa i biglietti pagati dai viaggiatori coprono il 50-60% della spesa sostenuta dall’azienda di trasporto per organizzare il servizio mentre nel nostro Paese si ferma al 22%. Ora bisogna solo cercare di capire se il problema è delle aziende che si occupano del trasporto pubblico, ovvero un esubero di dipendenti che non sono necessari o se invece è il biglietto ad avere un costo troppo basso. Questo non lo sapremo mai anche se abbiamo una vaga idea di dove si possa nascondere l’inghippo. Fatto sta che già in molti parlano di raddoppiare le tariffe e se questo realmente dovesse accadere, la rivoluzione dei pendolari e dei viaggiatori sarebbe già pronta.
Sempre i documenti presentati da Cottarelli e le sue conclusioni, non fanno che confermare le nostre ipotesi su dove si sia ‘usato male il danaro’ e “le strade da percorrere per rendere più efficiente il trasporto sono due: la prima è senz’altro sfoltire le poltrone e l’apparato delle partecipate locali, anche attraverso fusioni tra società diverse e l’altra chiaramente un aumento delle tariffe”.
La nostra paura come sempre è che anche in questo caso a rimetterci saremo noi cittadini, che a poco a poco vedremo lievitare i nostri biglietti per l’autobus e quant’altro sempre nell’ottica che gli atri sbagliano e noi paghiamo i loro errori.

Guerriero dhttp://www.signoraggio.it/aumenti-previsti/el Risveglio

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