"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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martedì 4 febbraio 2014

Pagamenti alle imprese, parte la procedura Ue contro l’Italia

Pagamenti alle imprese, parte la procedura Ue contro l’Italia 

(Ezzelino)
Come previsto, per la 101 esima volta il Belpaese dovrà rispondere dei ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Così, oltre a dare quanto spetta alle aziende dovremo pagare anche la multa.
Come annunciato, la Commissione europea contesta formalmente all’Italia di violare la direttiva sui pagamenti della pubblica amministrazione. Si tratta della 101 esima procedura d’infrazione.
“L’Italia è il peggior pagatore dell’Unione europea”, ha detto il vicepresidente dell’esecutivo Ue, Antonio Tajani, nel corso di una conferenza stampa a Roma. Bruxelles, quindi, invierà al governo italiano la lettera di “Eu Pilot”, avviando la fase preliminare della procedura di infrazione.
“L’Italia avrà cinque settimane di tempo per dimostrare di non avere violato la normativa europea, altrimenti partirà la lettera di messa in mora”, ha aggiunto Tajani.
Secondo Confartigianato, le pubbliche amministrazioni pagano mediamente in 170 giorni, contro i 61 giorni della media europea.
La direttiva indica sostanzialmente in 30-60 giorni il termine di pagamento. 
Tempi più lunghi sono ammessi “purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore”.
La Commissione europea ritiene che l’Italia, nel recepire la direttiva, abbia lasciato troppi spazi di manovra alle pubbliche amministrazioni.
Il governo ha cercato di correre ai ripari l’8 novembre scorso, quando ha approvato la legge Europea 2013 bis.
 L’articolo 22 limita il termine di sessanta giorni ai casi in cui ciò sia “oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche”.
Tanto per cambiare, il disegno di legge giace in prima lettura alla Camera, dove non si è ancora concluso l’esame in commissione.
Venerdì Tajani ha spiegato che i soli interessi di mora (l’8,25%) sui ritardi accumulati nel 2013 possono costare all’Italia “3-4 miliardi di euro, in pratica l’equivalente di un anno di Imu”.
Come abbiamo già scritto, questi soldi che la Ue ci chiederà sarebbe meglio darli a chi spettano: alle imprese. Purtroppo né questa Europa delle banche né questo governo di “camerieri dei banchieri” aiutano l’economia reale e i cittadini.

Ezzelino

http://www.signoraggio.it/pagamenti-alle-imprese-parte-la-procedura-ue-contro-litalia/

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