"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 6 febbraio 2014

CLAMOROSI SVILUPPI Caso Bankitalia: nuova denuncia-querela presentata nei confronti di Giorgio Napolitano, Enrico Letta, tutto il Governo e i vertici delle istituzioni

CLAMOROSI SVILUPPI Caso Bankitalia: nuova denuncia-querela presentata nei confronti di Giorgio Napolitano, Enrico Letta, tutto il Governo e i vertici delle istituzioni 

(Nicola Bizzi)
Alto tradimento, peculato, corruzione e abuso della cedulità popolare sono solo alcune delle oltre trenta ipotesi di reato configurate nella nuova denuncia di Alba Mediterranea
Il 4 Febbraio Orazio Fergnani e Giorgio Vitali di Alba Mediterranea hanno depositato presso la Legione Carabinieri “Lazio” di Roma una nuove forte denuncia-querela nei confronti del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio Enrico Letta, dei Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso, di tutti i compenenti del Governo e di tutti i parlamentari responsabili dell’approvazione della legge di rifinanziamento della Banca d’Italia.
Questa denuncia-querela, che è stata inoltrata anche alla Procura Della Repubblica competente, alla Procura Generale della Corte dei Conti, alla Commissione Europea, all’Alta Corte Penale Internazionale dell’Aia e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, configura oltre trenta ipotesi di reato a carico del Governo, del Parlamento e di tutti i più alti vertici istituzionali. Ipotesi di reato tutte concrete e ben circostanziate, fra cui spiccano l’alto tradimento, la truffa, la corruzione, il peculato, l’abuso d’ufficio, fino ad arrivare all’abuso della credulità popolare.
Sì, perché innanzitutto quello di abuso della credulità popolare è stato il sapore della farsa a cui abbiamo assistito pochi giorni fa in Parlamento; una farsa con cui, come dichiarano Fergnani e Vitali nella loro denuncia-querela “è stato compiuto un triplo salto mortale carpiato, un completo rovesciamento di fronte, una perfetta carambola dove tutto è stato distorto, stravolto, distrutto, manomesso, alterato, travisato, rovesciato”. Sarebbe da domandarsi come mai, ma è talmente chiaro, per chi ha avuto gli occhi per vedere e un minimo di materia grigia per comprendere, da apparire addirittura banale.
Come osservano i querelanti, la legge 262/2005, mai entrata in vigore in questi anni, è stata abrogata e al suo posto ne è stata introdotta un’altra completamente confliggente con quanto sostenuto dalla precedente. 
Una metamorfosi inaudita e a nostra memoria mai accaduta in epoca cosiddetta repubblicana.
Introduce l’atto un lungo preambolo, nel quale i querelanti affermarmano che tutto il progetto e la struttura su cui poggiano le fondamenta dell’accordo del sistema della BCE è sghembo e falsato, in quanto mai nessun soggetto politico ha mai ufficialmente avuto titolo, né meno che mai gli è stato concesso da parte dei legittimi detentori della sovranità monetaria, e cioè i Cittadini, di procedere con un mandato di incarico a trattare con soggetti esteri in merito alla cessione di quote di Sovranità. E meno che mai è stata sottoposta esplicitamente all’attenzione dei Cittadini la questione dell’adesione al sistema della BCE. Mentre, al contrario, senza neppure sottoporre la cosa a confronto referendario, è stata sottratta alla Nazione la sua sovranità monetaria. Per di più neppure in condizioni di parità, come previsto dall’art. 11 della Costituzione.

La Banca d’Italia avrebbe fra i compiti istituzionali anche la funzione di vigilanza sulla correttezza delle banche, per cui dovrebbe indagare sui comportamenti di suoi azionisti, ma cosa può indagare ora che alla fine del percorso di metastasi normativa che l’ha corrosa dall’interno è manipolata e controllata dalle banche che dovrebbe controllare?

Negli ultimi giorni alcuni parlamentari e personaggi politici si sono più volte presentati a pubblici dibattiti televisivi, rilasciando interviste in merito al Decreto Legge 30 Novembre 2013, n. 133, ora legge 29 Gennaio 2014, n. 5, affermando che era “urgentissimo” approvare questa legge sul rifinanziamento di Bankitalia, altrimenti si sarebbe rischiato che l’articolo inserito (impropriamente) nel Decreto Legge non diventasse operativo in tempo e i cittadini rischiassero di dover pagare la seconda rata dell’IMU. Ora, a parte tutte le altre infinite considerazioni di ogni ordine e grado che si potrebbero obiettare, fra cui anche la considerazione supportata da vari “richiami” e il ricorso al continuo e persistente strumento della decretazione d’urgenza, occorre chiarire e precisare, come rilevano sempre Fergnani e Vitali, che quanto commesso e poi interpretativamente raccontato dai vari personaggi oggetto della denuncia stessa “è del tutto improprio, inafferente, inverosimile, fuorviante, insostenibile, ma soprattutto deviante rispetto ai principi del Diritto”.

Il contestato decreto sulla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia, il cui capitale detenuto da banche ed assicurazioni passerà da 156.000 Euro a 7,5 miliardi di Euro, oltre a configurare un aiuto di Stato malamente mascherato alle banche socie, concretizza varie ipotesi delittuose dato il trasferimento forzoso dallo stato patrimoniale di Bankitalia (Ente Pubblico), costretta ad attingere dalle riserve ordinarie e straordinarie (22,6 miliardi di Euro al 31.12.2012) per ricapitalizzare le banche socie con un apporto di 7,5 miliardi lordi (6,6 miliardi di Euro netti).

Fergnani e Vitali la giudicano “un’azione da puro delirio giuridico”, sottolineando che basta infatti vedere chi godrà delle riserve di Bankitalia, svuotando quel po’ di pubblico che c’era rimasto e trasferendolo nelle casse delle banche private.

Qui di seguito, un dettagliato elenco di questi beneficiari:
1) Intesa Sanpaolo S.p.A. – Quote : 91.035 – Voti: 50
2) UniCredit S.p.A. – Quote: 66.342 – Voti: 50
3) Assicurazioni Generali S.p.A. – Quote: 19.000 – Voti: 42
4) Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. – Quote: 18.602 – Voti: 41
5) INPS – Quote: 15.000 – Voti: 34
6) Banca Carige S.p.A. – Cassa di Risparmio di Genova e Imperia – Quote: 11.869 – Voti: 27
7) Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. – Quote: 8.500 – Voti: 21
8) Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. – Quote: 7.500 – Voti: 19
9) Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. – Quote: 6.300 – Voti: 16
10) Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. – Quote: 6.094 – Voti: 16
11) Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. – Quote: 5.656 – Voti: 15
12) Fondiaria – SAI S.p.A. – Quote: 4.000 – Voti: 12
13) Allianz S.p.A. – Quote: 4.000 – Voti: 12
14) Banco Popolare s.c. – Quote: 3.668 – Voti 11
15) Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. – Quote: 3.610 – Voti: 11
16) Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. – Quote: 2.800 – Voti: 9
17) Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A. – Quote: 2.626 – Voti: 9
18) Banca delle Marche S.p.A. – Quote: 2.459 – Voti: 8
19) INAIL – Quote: 2.000 – Voti: 8
20) Milano Assicurazioni – Quote: 2.000 – Voti: 8
21) Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia S.p.A. (CARIFVG) – Quote: 1.869 – Voti: 7
22) Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia S.p.A. – Quote: 1.126 – Voti: 6
23) Cassa di Risparmio dell’Umbria S.p.A. – Quote: 1.106 – Voti: 6
24) Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. – Quote: 949 – Voti: 5
25) Banca Popolare di Milano S.c.a r.l. – Quote: 873 – Voti: 5
26) Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.A. – Quote: 769 – Voti: 5
27) Banca Regionale Europea S.p.A. – Quote: 759 – Voti: 5
28) Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A. – Quote: 750 – Voti: 5
29) Banca Popolare di Vicenza S.c.p.A. – Quote: 687 – Voti: 5
30) Cassa di Risparmio di Cesena S.p.A. – Quote: 675 – Voti: 5
31) Banca dell’Adriatico S.p.A. – Quote: 653 – Voti: 5
32) Cassa di Risparmio di S. Miniato S.p.A. – Quote: 652 – Voti: 5
33) Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna S.p.A. – Quote: 605 – Voti: 5
34) Banca Carime S.p.A. – Quote: 500 – Voti: 5
35) Società Reale Mutua Assicurazioni – Quote: 500 – Voti: 5
36) Veneto Banca S.c.p.a. – Quote: 480 – Voti: 4
37) Banca Popolare dell’Emilia Romagna S.c. – Quote: 430 – Voti: 4
38) Banca CARIM – Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A. – Quote: 393 – Voti: 3
39) Cassa di Risparmio di Bolzano S.p.A. – Quote: 377 – Voti: 3
40) Cassa di Risparmio di Bra S.p.A. – Quote: 329 – Voti: 3
41) Cassa di Risparmio di Cento S.p.A. – Quote: 311 – Voti: 3
42) Cassa di Risparmio della Spezia S.p.A. – Quote: 266 – Voti: 2
43) Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo S.p.A. – Quote: 251 – Voti: 2
44) Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. – Quote: 237 – Voti: 2
45) Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A. – Quote: 200 – Voti: 2
46) Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. – Quote: 194 – Voti: 1
47) Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. – Quote: 151 – Voti: 1
48) Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. – Quote: 130 – Voti: 1
49) Cassa di Risparmio di Savona S.p.A. – Quote: 123 – Voti: 1
50) TERCAS – Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo S.p.A. – Quote: 115 – Voti: 1
51) Cassa di Risparmio di Civitavecchia S.p.A. – Quote: 111 – Voti: 1
52) Credito Valtellinese S.c. – Quote: 101 – Voti: 1
53) Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A. – Quote: 101 – Voti: 1
54) CARILO – Cassa di Risparmio di Loreto S.p.A. – Quote: 100 – Voti: 1
55) Cassa di Risparmio della Repubblica di S. Marino S.p.A. – Quote: 36 – Voti: 0
56) Banca CARIPE S.p.A. – Quote: 8 – Voti: 0
57) Banca Monte Parma S.p.A. – Quote: 8 – Voti: 0
58) Cassa di Risparmio di Rieti S.p.A. – Quote: 8 – Voti: 0
59) Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. – Quote: 4 – Voti: 0
60) Banca del Monte di Lucca S.p.A. – Quote: 2 – Voti:
QUOTE TOTALI: 300.000 – VOTI TOTALI: 535
E queste sono le ipotesi di reato configurate dai querelanti:
1) Alto tradimento (art. 90 Costituzione);
2) Concorso formale in reato continuato (art. 81 c.p.);
3) Pene per coloro che concorrono nel reato (art. 110 c.p.);
4) Circostanze aggravanti (art.112 c.p.);
5) Attentato contro l’integrità l’indipendenza e l’unità dello Stato (art.241 c.p.);
6) Infedeltà in affari di Stato (art. 264 c.p.);
7) Attentato contro la Costituzione dello Stato (art. 283 c.p.);
8) Usurpazione di potere politico o comando militare (art. 287 c.p.):
9) Attentati contro i diritti politici del cittadino (art. 294 c.p.);
10) Peculato (art. 314 c.p.)
11) Peculato mediante profitto dell’errore altrui (art. 316 c.p.);
12) Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art. 316-ter c.p.);
13) Corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.);
14) Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.);
15) Corruzione di persona incaricata di pubblico servizio (art. 320 c.p.);
16) Abuso d’ufficio (art. 323 c.p.)
17) Omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.);
18) Interruzione d’un servizio pubblico o di pubblica utilità (art. 331 c.p.)
19) Usurpazione di funzioni pubbliche (art. 347 c.p.);
20) Associazione a delinquere (art. 416 bis);
21) Circostanze aggravanti (art. 456 c.p.);
22) Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 476 c.p.);
23) Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art. 477 c.p.);
24) Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 c.p.);
25) Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art.480 c.p.);
26) Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.481 c.p.);
27) Falsità materiale commessa dal privato (art. 482 c.p.);
28) Falsità ideologica commessa dal privato in atti pubblici (art. 483 c.p.);
29) Falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di un pubblico servizio (art. 493 c.p.);
30) Furto (art. 624 c.p.);
31) Truffa (art. 640 c.p.);
32) Abuso della credulità popolare (art. 661 c.p.);
33) Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.

I querelanti chiedono in sintesi che:
A) Sia impedita la continuazione dei reati ravvisati.
B) Venga assicurata la solvibilità dei responsabili (parlamentari e banche) nei confronti dello Stato e dei Cittadini cui deve essere risarcito l’ingente ed immane danno cagionato con i comportamenti che si sono descritti.
C) Sia predisposta la restituzione dei 7,5 miliardi di Euro concessi ai soci “privati” di Bankitalia e addebitati allo Stato. 
Gli esponenti di Alba Mediterranea non sono nuovi a denunce nei confronti del Capo dello Stato e dei vertici delle istituzioni, denunce che negli ultimi due anni sono state presentate anche da molti avvocati, associazioni ed esponenti della società civile, anche se sempre nella piena indifferenza dei media di regime. Tanto che i nostri vertici istituzionali godono di un indiscusso primato a livello europeo e forse addirittura mondiale: risultano infatti i più delegittimati agli occhi dell’opinione pubblica e i più bersagliati dai procedimenti giudiziari.
A completare l’insostenibilità di questa situazione si aggiunge il lassismo di una magistratura che, come ha giustamente più volte denunciato Alfonso Luigi Marra, non solo è colpevole di non fare il suo dovere, ma è del tutto indifferente alla catastrofe dell’indigenza, della disoccupazione, dei fallimenti, delle morti, usando ogni espediente per non perseguire la cupola bancario-affaristico-massonica che domina la nostra scena politica. Usando ogni espediente per non portare avanti le denunce serie e motivate che nei confronti di essa vengono regolarmente presentate, delle quali questa di Alba Meduiterranea è solo l’ultima di una lunga serie. Una magistratura swerva del potere e del sistema che fa di tutto, come rileva sempre Marra, per nascondere che se non si abilisce il signoraggio primario, o quantomeno il secondario, non ci può essere speranza alcuna di fermare la crisi, che è molto più di una crisi dell’economia, perché questa colpevole mancanza di controllo giudiziario ha prodotto processi su vasta scala che hanno ormai avvelenato sia le coscienze degli uomini che il pianeta stesso su cui viviamo.

http://www.signoraggio.it/caso-bankitalia-nuova-denuncia-querela-presentata-nei-confronti-di-giorgio-napolitano-enrico-letta-tutto-il-governo-e-i-vertici-delle-istituzioni/

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