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martedì 11 febbraio 2014

Bin Laden, foto del cadavere? “Distruggetele immediatamente”: l’ordine che fa tremare gli USA

Bin Laden, foto del cadavere? “Distruggetele immediatamente”: l’ordine che fa tremare gli USA

Di Luca Lampugnani 
È uno degli innumerevoli mantra dei complottisti di tutto il mondo: tra scie chimiche, omicidio Kennedy e sbarco sulla luna, dal 2 maggio del 2011 la morte di Osama Bin Laden, arrivata dopo l’operazione Neptune Spear, condotta dalle forze speciali statunitensi ad Abbottabad, in Pakistan, è sempre stata messa in dubbio da più parti. 
A tenere banco tra gli scettici sono (ed erano) alcune foto dell’ex leader di Al Qaeda senza vita, circolate nelle settimane successive al ‘raid’ e su cui grava l’ombra di un forte ritocco al computer.
 Insomma, tra veri ‘patrioti’ che hanno esultato alla vittoria di Obama (celebre l’immagine del presidente nella situation room, intento a seguire ogni passaggio dell’operazione pakistana), e miscredenti che come per l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 leggono nei retroscena un oscuro disegno ordito da chissà chi, nel mezzo rimane la domanda da 100 milioni di dollari: Bin Laden è effettivamente morto?
La risposta sembra essere si, senza ombra dubbio. 
Questo anche perché, qualora fosse ancora in vita, un suo ritorno sulla scena terrorista a quasi tre anni dalla (a quel punto presunta) morte ne avrebbe accresciuto il mito, facendone un eroe per ogni singolo jihadista sulla faccia della terra.
 Eppure, nonostante si possa considerare un caso archiviato, le vicende che seguirono quel 2 maggio del 2011 tornano prepotentemente (e a ragione) sulla scena.
 A riaprire le danze è una mail pubblicata lunedì dal Judicial Watch, un gruppo no-profit di stampo conservatore che svolge il ruolo di ‘watchdog’ sul governo di Washington: “un elemento che voglio sottolineare è quello relativo alle fotografie – si legge nella corrispondenza elettronica -; particolarmente quelle del cadavere di Osama Bin Laden. 
A questo punto tutte le immagini di questo tipo dovrebbero essere consegnate alla CIA; altrimenti, se ancora ne possedere, distruggetele immediatamente o nascondetele“.
A scrivere queste poche ma chiarissime parole il 13 maggio del 2011, indirizzandole a non meglio definiti “Gentleman”, è William McRaven, capo dello United States Special Operations Command. 
In due righe l’ammiraglio chiede (con buona probabilità ad alcuni dei militari e dei funzionari che hanno preso parte all’operazione Neptune Spear) di eliminare qualunque tipo di prova riferibile all’ex leader di Al Qaeda senza vita, rivelazione che a tre anni di distanza da quanto successe in Pakistan risveglia un’ombra mai del tutto sopita. 
Ma a mettere sulla graticola gli Stati Uniti non è tanto il “detroy immediatly” di McRaven, bensì un retroscena che viene raccontato dal quotidiano on-line Russia Today (la notizia è passata anche su testate più ‘autorevoli’ come il Washington Post e Fox News).
Come già specificato, l’email è stata spedita il 13 maggio del 2011, esattamente undici giorni dopo la morte di Bin Laden, stesso lasso di tempo che incorre con una richiesta (fatta sulla base del Freedom of Information Act) del Judicial Watch al Dipartimento della Difesa affinché venissero consegnate “tutte le fotografie e/o registrazioni video di Osama Bin Laden scattate durante e/o dopo l’operazione militare statunitense in Pakistan”.
 Insomma, alla luce di questa richiesta – il 3 maggio del 2011 ne arrivò una anche dall’agenzia di stampa Associated Press, alla quale venne risposto che la richiesta era in fase di elaborazione, peccato che ancora oggi dal Dipartimento della Difesa nessuno si è più fatto vivo -, appare decisamente evidente la volontà del governo e dei funzionari Usa di nascondere alla stampa ogni prova che ritraesse il cadavere di Bin Laden, risvolto inquietante per un Paese dove la libertà di informazione viene sventolata come bandiera (il già citato FOIA, Freedom of Information Act, altro non è che una legge del ’66 che ‘obbliga’ l’amministrazione alla più totale trasparenza).
“L’ordine di McRaver altro non è che una pistola fumante” ha detto in un comunicato Tom Fitton, presidente di Judical Watch, aggiungendo inoltre che quel ‘distruggetele immediatamente’ rivela “il disprezzo per lo stato di diritto e per il diritto all’informazione dei cittadini americani”. “L’amministrazione Obama ha cercato di coprire questo scandalo, e per questo abbiamo avviato una procedura di querela – conclude duro Fitton -. Chiediamo ulteriori indagini sul tentativo di distruggere documenti riguardanti il raid contro Bin Laden“.

Read more: http://it.ibtimes.com/articles/62459/20140211/usa-bin-laden-foto-cadavere-morto.htm#ixzz2t0lfLQjL
http://ununiverso.altervista.org/blog/bin-laden-foto-del-cadavere-distruggetele-immediatamente-lordine-che-fa-tremare-gli-usa/

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