"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 5 febbraio 2014

Bagarre alla Camera, guai in vista per il M5S

Bagarre alla Camera, guai in vista per il M5S 

(Guerriero del Risveglio)
Ci si aspettava che come sempre tutto finisse sotto silenzio ed invece questa volta il questore di Montecitorio Paolo Fontanelli al termine della riunione dell’Ufficio di presidenza avvisa che sono oltre 40 i deputati, prevalentemente del M5S, di cui si dovrà valutare i comportamenti tenuti nelle sedute dell’Aula della Camera del 29 e 30 gennaio, oltre che nelle commissioni parlamentari e per l’interruzione della votazione sulla fiducia il 24 gennaio.
Tra giovedì e venerdì così tutti i deputati nominati dovranno presentarsi per essere ascoltati e giudicati dai questori il cui compito sarà anche quello di valutare l’«eccezionale gravità» del comportamento di Di Battista del M5S.
 Sempre dall’Ufficio di presidenza è uscita la notizia anche di un altro membro di spicco della Camera di cui ci si dovrà occupare in quanto il suo comportamento nella seduta del 29 gennaio scorso in Aula «è risultato estraneo alle funzioni da questi ricoperte» nella qualità di questore. 
Stiamo parlando di Dambruoso per il quale è stato chiesto dal vicepresidente della Camera Roberto Giachetti che vengano chieste le dimissioni dal ruolo che riveste. 
Nonostante i molti deputati redarguiti che dovranno rendere conto nei prossimi giorni dei propri comportamenti, il M5S si dice soddisfatto della valutazione che è stata fornita sul comportamento dell’esponente di Scelta civica espressa dai questori di Montecitorio nella quale si spiega che, Dambruoso «nell’intento di allontanare la deputata Lupo» dal banco del governo «protendeva il braccio destro colpendola con la mano tra il collo e il volto e sospingendola al centro dell’emiciclo. Ne nasceva un diverbio, durante il quale Dambruoso respingeva per due volte la deputata con le mani, mentre un assistente parlamentare si frapponeva trai due deputati». 
Come dire, una volta tanto sembrerebbe che nonostante nell’Ufficio di presidenza chiaramente la maggioranza è in mano al Governo, di fronte all’evidenza dei fatti questa volta si sia deciso di non girare lo sguardo da una altra parte ma di descrivere e analizzare la realtà per quella che è. 
A questo punto non ci resta che attendere quelle che saranno le decisioni prese dall’Ufficio di Presidenza e vedere quali saranno le pene comminate e se da venerdì in poi avremo un questore meno alla Camera e partirà anche in questo caso il nuovo toto-questore.

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