"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 5 febbraio 2014

ABUSI SESSUALI SUI BAMBINI: L'ONU ATTACCA IL VATICANO MA DIMENTICA I SUOI SCHELETRI NEGLI ARMADI INTERNAZIONALI

ABUSI SESSUALI SUI BAMBINI: L'ONU ATTACCA IL VATICANO MA DIMENTICA I SUOI SCHELETRI NEGLI ARMADI INTERNAZIONALI

BAN KI-MOON, SEGRETARIO GENERALE ONU

di Gianni Lannes
Abusi sessuali, Onu contro Vaticano:"Violata convenzione dei diritti dei minori". Santa Sede: "No a interferenze"
Il Vaticano ha violato la convenzione per i diritti dei minori. 
Lo ha detto il presidente del Comitato Onu per i diritti dei bimbi Kristen Sandberg, rispondendo a una domanda sul dossier contenente le osservazioni finali sul rapporto della Santa Sede relativo al rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo. 
Il documento presentato oggi mostra come sia stata violata la convenzione. 
"La mia semplice risposta è sì, perché non hanno fatto tutto quello che avrebbero dovuto".
Via i preti pedofili - Per il Comitato Onu, la Santa Sede deve rimuovere "immediatamente" dal loro incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, o che ne è sospettato, perché finora ha "adottato politiche e pratiche" che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all'impunità degli autori. 
E' un atto d'accusa durissimo quello redatto nel rapporto del Comitato Onu sui diritti dei bambini, reso noto oggi. Il Comitato si dice "seriamente preoccupato" dal fatto che la Santa Sede "non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi, non abbia adottato le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali su minori e per proteggere i bambini. 
Inoltre "ha adottato politiche e pratiche" che hanno portato alla prosecuzione di abusi e all'impunità degli autori. 
Quanti sono i bambini nati da preti cattolici? 
- Il Comitato delle Naioni Unite sui diritti del bambino ha esortato la Santa Sede anche a "valutare il numero di bambini nati da preti cattolici, scoprire chi sono e prendere tutte le misure necessarie per garantire i diritti di questi bambini a conoscere e ad essere curati dai loro padri".
 Il gruppo auspica inoltre che la Santa Sede ponga fine alla pratica degli "accordi di riservatezza" nell'ambito di piani di sostegno finanziario per le madri.
La Santa Sede riveda posizione sull'aborto - L'Onu ha poi esortato la Santa Sede a "rivedere la propria posizione sull'aborto" quando è a rischio la vita e la salute delle donne incinte e a "identificare circostanze in cui l'accesso ai servizi di aborto possa essere ammesso" modificando il canone 1398 in materia. 
Il Comitato cita con "profonda preoccupazione" le sanzioni decise dalla Chiesa nel 2009 in Brasile contro una madre ed un medico che praticò l'aborto per salvare la vita a una bimba di 9 anni, rimasta incinta dopo essere stata violentata dal patrigno.
Depenalizzare l’omosessualità - Ma per il Vaticano c’è pure l’invito "a fare pieno uso della sua autorità morale per condannare tutte le forme di molestia, discriminazione o violenza contro bambini sulla base del loro orientamento sessuale o l'orientamento sessuale dei loro genitori e a sostenere gli sforzi a livello internazionale per la depenalizzazione dell'omosessualità". 
Il Comitato, pur rilevando positivamente le affermazioni di Papa Francesco nel luglio 2013, è preoccupato per le dichiarazioni passate della Santa Sede sull'omosessualità che "contribuiscono alla stigmatizzazione sociale e alla violenza contro lesbiche, gay, bisessuali e adolescenti transgender e bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso". 
Il Comitato raccomanda inoltre alla Santa Sede di ritirare dalla sua legislazione, come annunciato oralmente, l'espressione discriminatoria "figli illegittimi" per i bambini nati fuori dal matrimonio.
Vaticano riveda politiche su contraccezione - Il Comitato Onu per i diritti dei bambini ha espresso anche "seria preoccupazione" per le conseguenze negative della posizione della Santa Sede sull'accesso degli adolescenti alla contraccezione. 
E raccomanda di porre l'interesse maggiore delle adolescenti al centro di tutte le decisioni in materia e a garantire che l'educazione sulla salute sessuale e la prevenzione dell'hiv/aids sia parte del curriculum obbligatorio delle scuole cattoliche.
Tentativo di interferire sull’insegnamento della Chiesa - In risposta alle accusa, la Santa Sede dichiara che sottoporrà a "minuziosi studi e esami" le osservazioni dell'Onu, ma vede in "alcuni punti" delle un "tentativo di interferire nell'insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell'esercizio della libertà religiosa". Reitera poi suo impegno difesa fanciullo. Il comunicato esprime una risposta "di sorpresa, perché l'aspetto negativo del documento che hanno prodotto è che sembra quasi che fosse già stato preparato prima dell'incontro del Comitato con la delegazione della Santa Sede", dice monsignor Tomasi, osservatore vaticano all'Onu di Ginevra, che parla di "linea ideologica".
Con la Chiesa cattolica non sono mai stato tenero. 
E' indubbio: molti preti hanno abusato di minori e le gerarchie vaticane hanno spesso coperto questi crimini. Ma per i fantocci telecomandati delle Nazioni Unite, al soldo del NWO (Bilderberg+Trilateral, +massoneria, eccetera eccetera...) ce ne vuole ora, a passare al ruolo addirittura di accusatori. 
Ma da quale pulpito?
 Proprio l’Onu sta facendo passare per cosa buona e moralmente giusta l'omosessualità, scontando la pedofilia. 
Date bun'occhiata alle ultime linee guida sbarcate in Italia - legittimate dal governo Monti (alla voce Fornero) che presto saranno operative nelle scuole pubbliche dello Stivale.

Attenti all’Onu
Prendete a modello d’esempio le Nazioni Unite. 
Il 12 ottobre 2006 presenta a Roma un rapporto che descrive la violenza sui bambini.
 Il titolo è paradigmatico: «Nessuna violenza sui bambini è giustificabile. 
Tutte le violenze sui bambini possono essere evitate». D’accordo, un afflato etico plausibile se non fosse che alcuni mesi dopo, salta fuori un altro rapporto che denuncia le sistematiche violenze commesse proprio dagli operatori dell’Onu sui bambini del Congo. 
Si tratta di almeno 150 casi accertati di pedofilia, stupri e abusi di vario genere, documentati da filmati e testimonianze delle vittime nonché di osservatori indipendenti. 
E poiché come scrive la più importante agenzia internazionale al mondo «tutte le violenze sui bambini possono essere evitate», non si comprende perché i diligenti funzionari delle Nazioni Unite non abbiano iniziato quantomeno a prevenire quelle commesse dai loro diretti dipendenti e sottoposti. 
Forse, sarebbe stato più utile e meno doloroso delle solite conferenze extra lusso? 
Non è certo un fenomeno isolato. 
Infatti, in Burundi in poco meno di due anni (2004-2005) vengono segnalati numerosi casi di abusi sui minori da parte dei famosi caschi blu.
 Sempre nel 2005 tre militari dell’Onu sono accusati di stupro ad Haiti, e altri commilitoni di molestie sessuali in Liberia. 
In Etiopia ed Eritrea i soldati inviati in missione di pace dalle Nazioni Unite (olandesi e italiani) organizzavano festini adescando bambine di non più di 10 anni; inoltre filmavano le scene hard e poi, per giunta, vendevano i video a luci rosse. Casi sporadici?
 Neanche per scherzo. 
Tra il 2001 e il 2006 in diversi paesi africani - dalla Liberia alla Costa d’Avorio fino alla Sierra Leone - si consumano molteplici episodi di rapporti sessuali con minori in cambio di aiuti umanitari Onu.
 In una delle tendopoli sotto l‘egida dei caschi blu, la regola era proprio scritta: «Una razione di cibo per un momento di sesso». 
Niente male per l’organizzazione mondiale che difende sulla carta i diritti umani. 
Ovviamente, se uno legge i documenti ufficiali dell’Onu trova nobili principi, alti ideali, solenni promesse. 
Davvero commovente, ma poi nella pratica a livello internazionale sono almeno tre lustri che si discute dietro le quinte di abusi sessuali sui minori e violenze connesse da operatori in carne e ossa delle Nazioni Unite. 
Nel 2001 un rapporto ne riferiva come di un «fenomeno endemico». 
Nel 2005 in una conferenza stampa, Jane Holl Lute, assistente del segretario generale, ha ammesso che si tratta di un problema che interessa tutte le sedici missioni delle Nazioni unite nel mondo e che non sono mai state adottate le contromisure adeguate.

riferimenti:


 Gianni Lannes 

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