"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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martedì 21 gennaio 2014

VACCINAZIONI: UN CRIMINE MONDIALE CONTRO L’UMANITA’ E LA VITA

VACCINAZIONI: UN CRIMINE MONDIALE CONTRO L’UMANITA’ E LA VITA

Kissinger e Napolitano

di Gianni Lannes

Mi ha scritto Giorgio Tremante, un padre che ha perso due figli a causa dei vaccini obbligatori:
«Nonostante il parere negativo di moltissimi scienziati in campo internazionale, fra i quali lo stesso scopritore del vaccino antipoliomielitico, acceso sostenitore delle vaccinazioni, Albert Sabin durante una trasmissione televisiva in Italia su Rai 3, Mi manda Lubrano alla quale io stesso partecipai in diretta, lo scienziato in differita, fece queste precise affermazioni: 
“...Durante il mio ultimo soggiorno in Italia sono venuto a sapere che era stata appena approvata la legge che introduceva la vaccinazione obbligatoria contro l’epatite B. 
A mio giudizio si tratta di un errore grossolano e sono certo che il ministro della Sanità è stato molto mal consigliato. 
In realtà in Italia oltre l’ottanta per cento di casi si verificano tra i tossicodipendenti che fanno uso di siringhe infette o che non cambiano siringhe o tra omosessuali promiscui di sesso maschile. 
Affrontando questi aspetti del problema si otterrebbero risultati migliori di quelli garantiti dalla vaccinazione obbligatoria previsti dalla legge appena approvata...”.
Inutile e dannoso. 
Ho verificato e Albert Sabin ha realmente bocciato senz'appello il vaccino obbligatorio antiepatite B, introdotto obbligatoriamente grazie alla tangente da 600 milioni di lire che il presidente della Glaxo ha confessato in tribunale di aver pagato all’allora ministro della sanità Francesco De Lorenzo (condannato per questo reato con sentenza passato in giudicato), uno che si è venduto per soldi e ha ipotecato la vita di milioni di bambini. 
Perché non si abroga la nefasta legge 165 del 1991? A quanto pare viene prima e soprattutto il profitto economico della Glaxo Smith Kline, favorito dai boiardi di Stato.
 E dire che la GSK fa convegni con l'Aifa come se niente fosse. E nessuno fiata in Parlamento o nei mass media (tv e giornali) quando l'agenzia di controllo del farmaco elargisce enormi quantità di denaro pubblico alle aziende private come la stessa Glaxo Smith Kline. 
Della serie: il controllore se la intende con il controllato. La magistratura tricolore se ancora esiste batta un colpo.
In Italia, nel 1991, l’allora ministro della sanità De Lorenzo emana la circolare ministeriale numero 9 con la quale raccomanda ai medici di non notificargli danni da vaccino riferiti da “mamme troppo allarmiste”.
 Singolare coincidenza: l’anno in cui in Italia viene introdotta - primo Stato al mondo - l’obbligatorietà della vaccinazione contro l’epatite B.
 Nel 2003 erano 400 le famiglie indennizzate per danni da vaccino ai sensi della legge 210/92, e questo numero non include le numerosissime famiglie, specie meridionali, che per estremo di deferenza alla casta medica non osano discutere il responso delle commissioni mediche che escludono sistematicamente la connessione tra danno, anche letale, e vaccino; questo numero non include tutti coloro che ignorano l’esistenza della legge 210/92, e che non sono inclusi nel novero ufficiale dei danneggiati; e tra chi ignora questa legge vanno inclusi persino numerosissimi dirigenti sanitari.
Albert Sabin, inventore del vaccino contro la polio e premio Nobel negli anni Cinquanta, a Piacenza nel 1985, in un aula gremita dell’Ordine dei medici, ha affermato testualmente:
«Cari Medici, secondo me i vaccini antinfluenzali non servono. Le campagne per le vaccinazioni di massa organizzate dai ministeri della sanità sono soldi sottratti alla ricerca seria. Orientamenti e mode. 
So bene che rischio di provocare polemiche, ma è esattamente questo il mio pensiero».
Sabin aveva esibito i dati ufficiali degli Stati Uniti d’America, in cui si evidenziava che chi era stato vaccinato contro l’influenza si ammalava nella stessa percentuale di chi non era stato vaccinato.
 Ergo: una prova scientifica della efficacia delle vaccinazioni non esiste, semmai possediamo molte indicazioni in senso contrario.
 In sostanza, i difensori delle vaccinazioni presentano i dati di regressione delle malattie a partire dagli anni in cui vengono introdotte le vaccinazioni, omettendo di evidenziare il periodo antecedente che mostra essere l’epidemia già in calo, oppure omettendo di confrontare i grafici tra Paesi vaccinati e non vaccinati. 
In questo modo producono l’illusione che tali regressioni siano dovute ai vaccini. 
Se il livello di vita è uguale, le malattie evolvono secondo curve simili nei Paesi vaccinati e in quelli non vaccinati.
 In assenza di vaccinazioni, le malattie regrediscono in tutti i Paesi in cui si eleva il livello di vita.
Una delle certezze incrollabili dell’uomo occidentale è che le vaccinazioni, oltre ad essere un efficace mezzo per impedire l’insorgere di molte malattie, siano anche innocue (ossia prive di effetti collaterali). 
Mostrare, con grafici alla mano che molte epidemie, in certi Paesi del mondo, già erano in calo prima dell’introduzione delle vaccinazioni provoca nell’interlocutore medico una reazione isterica, scomposta, irrazionale.
 Alla prova dei fatti sembra che non si possa negare il dogma delle vaccinazioni, in base ai dettami imperanti nella classe medica, o forse sarebbe più appropriato definirla la “mafia dei camici bianchi”. 
Purtroppo numerosi medici, e tanti pediatri sia pur in buona fede, non hanno dimestichezza con la ricerca storica e con la statistica sociale.
 Insomma, sono malati di analfabetismo funzionale e sono al contempo affetti da amnesia cronica.
 Caso a parte, anzi clinico, quello dei negazionisti decerebrati. 

Esattamente in Italia qualche anno addietro, durante l'ultimo Governo Prodi, l'allora ministro della salute (neanche laureata) autorizzò una sperimentazione segreta sui vaccini per l'infanzia.
L’affare vaccinazione costituisce il capitolo più oscuro della storia della medicina. 
Non esistono prove inoppugnabili che dimostrino la reale efficacia delle predette pratiche “sanitarie”. 
Infatti alla luce di una assolutamente incompleta conoscenza dei meccanismi immunitari, solo la comparazione di grandi gruppi di vaccinati e non (doppio cieco), proverebbe qualcosa, ma stranamente non si vuole mai realizzare questa prova.
Chi tira le fila di questo nebuloso scomparto della medicina? Facciamo un passo indietro per rischiarare le ombre. Dal 1910 al 1925, in base alle regole stabilite dal Rapporto Flexner, l’American Medical Association e l’Association of American Medical Colleges eliminarono la maggioranza dei terapisti non ufficiali, in particolare le donne e i neri. In nome della scienza e della qualità terapeutica, si imponeva alle scuole di medicina di attenersi ai dettami del Rapporto Flexner: un autentico regime del terrore sanitario.
Le università dovevano assumere l’impostazione “scientifica” stabilita da questo rapporto e finanziata dalla Fondazione Rockefeller, altrimenti erano minacciate di chiusura. Le fondazioni Carnegie e Rockefeller avevano infatti sovvenzionato il Rapporto Flexner e la sua applicazione. La grande finanza assunse quindi il controllo della salute. Nel 1977 la Dichiarazione di Alma Ata attribuiva all’Organizzazione Mondiale della Sanità la facoltà di estendere l’applicazione del Rapporto Flexner al mondo intero. Proclamando il diritto alla salute e al benessere per tutti i popoli della Terra, si stabilivano criteri e regole internazionali per le pratiche terapeutiche. Il controllo della salute passava così dai governi nazionali al governo mondiale. I singoli Paesi venivano insomma spossessati della sovranità in campo sanitario, che veniva attribuita a un potere internazionale, il cui ministero era l’OMS. Ma chi è a capo dell’OMS? Nient’altro che i finanzieri mondiali, i responsabili del Rapporto Flexner e della sua applicazione. E cosa significa diritto alla salute? Vuol dire diritto alla medicalizzazione. La Holding Rockefeller, produttrice del vaccino Salk, ed altri iniziarono per primi ad influenzare con sistemi discutibili il mondo politico, scientifico, gli ordini professionali e i mass media. Nel 1972 Salvator Allende, presidente del Cile, istituì una Commissione nazionale di medici che doveva decidere quali farmaci, dei quasi 250.000 in commercio, fossero davvero efficaci. La Commissione, a conclusione dei lavori, ne dichiarò davvero utili solo due dozzine circa. Poco dopo tutti i medici componenti la commissione furono uccisi (JONSEN et al. 1974).
Per la cronaca documentata: il clan Rockefeller unitamente a quello Rothschild è quello relativo ai criminali illuminati che intendono assottigliare drasticamente il genere umano.
 Si tratta di una strategia meglio nota come nuovo ordine mondiale.
Il primo argomento a favore della presunta efficacia delle vaccinazioni consiste nell’affermare che a seguito della vaccinazione di massa le principali malattie infettive sarebbero scomparse e a volte si esibiscono dei grafici.
 Ma approfondiamo avvalendoci di uno degli studi più seri che siano mai stati fatti sulla questione vaccini, che si avvale di grafici e statistiche della stessa OMS, nel quale si mostra che la regressione delle epidemie ha una regressione analoga nei paesi vaccinati e nei paesi non vaccinati.
Ecco qualche esempio concreto e documentato. 
Se si comparano i grafici di 19 Paesi europei dove si è attuata la vaccinazione contro la difterite tra il 1946 e il 1952, con quelli della Germania Occidentale, non vaccinata degli stessi anni, si scopre che sia i casi di malattia che i decessi sono inferiori in Germania Occidentale. 
Se si confronta casi e decessi per difterite tra Canada (vaccinato) e Giappone (non vaccinato), negli anni 1944-1952, si osserva che se in Canada la vaccinazione ha fatto meraviglie, in Giappone la mancata vaccinazione ha fatto prodigi. La crescita della difterite nell’Olanda vaccinata e nella Svezia non vaccinata, tra il 1941-1944, è pressoché identica.
Quelli di Germania e Giappone mostrano come tanto il vaccinare quanto il non vaccinare hanno consentito sensibili riduzioni delle malattie infettive. 
E siccome i grafici comparati delle due guerre mostrano come durante e subito dopo ciascuna di esse si sono avuti picchi di malattie infettive, ecco che questo ci offre una indicazione: verosimilmente le migliori condizioni alimentari e igieniche quali si possono ottenere fuori da una guerra sono la vera condizione determinante per la regressione delle malattie infettive.  
Quanto alla efficacia (presunta) dei vaccini, la cosiddetta scienza ufficiale dispone di una sola grande esperienza, fatta su un numero vastissimo di casi, e condotta rigorosamente a doppio cieco e il cui responso ha per questo valore scientifico. Si tratta della vaccinazione antitubercolare sperimentata in India dall’OMS nei primi anni Settanta su 260 mila individui, solo metà dei quali vennero vaccinati. 
Ebbene, negli anni successivi si constatò che l’incidenza della tubercolosi era maggiore proprio tra i vaccinati.
Nel 1976, il dottor Jonas Salk, creatore del vaccino ucciso usato durante gli anni Cinquanta, testimoniò che il vaccino vivo (usato quasi elusivamente negli Stati Uniti dai primi anni Sessanta in poi) era «la causa principale, se non l’unica’ di tutti i casi documentati di poliomielite negli Stati Uniti dal 1960». Recentemente, i Centri Federali per il Controllo delle Malattie (CDC) hanno ammesso che il vaccino vivo è diventato la causa dominante della poliomielite negli Stati Uniti oggi. Infatti, secondo le cifre rilasciate dal CDC, l’87% di tutti i casi di polio negli USA registrati tra il 1973 e il 1983 (eccetto casi importati) sono stati causati dal vaccino. 
Scrive, dopo 30 anni di carriera, R.S. MENDELSOHN (1992, p. 117), noto pediatra americano, Direttore Nazionale del Servizio di Consulenza medica, coautore di Dissent in Medicine, (Chicago 1985) e fondatore della rivista The People’s Doctor Newsletter:
«Le vaccinazioni sono state pubblicizzate così abilmente e aggressivamente che la maggior parte dei genitori le ritiene il miracolo debellatore di molte spaventose malattie. Conseguentemente, chiunque vi si opponga è considerato ai limiti della pazzia. 
Per un pediatra contestarle equivale alla negazione dell’infallibilità del papa da parte di un prete. 
Molto di ciò che vi hanno fatto credere sulle vaccinazioni non è vero. 
Non solo nutro su di esse gravi dubbi, ma, se dovessi seguire le mie profonde convinzioni, vi esorterei su due piedi a rifiutarvi di praticare a vostro figlio qualsiasi vaccinazione…Non esiste alcuna prova scientifica convincente del fatto che si possa attribuire alle vaccinazioni di massa l’eliminazione di alcuna malattia infantile».
La vaccinazione non è una misura terapeutica, bensì profilattica, ovvero, in teoria, si tratta di agire su persone sane per impedire che si ammalino in futuro di una certa malattia. Cosa contengono i vaccini?
 Preparati derivante da una sospensione di batteri o virus, che possono essere vivi attenuati o uccisi. Sono perciò detti “antitossici” quelli costituiti da batteri (del tifo, della tubercolosi, della peste, eccetera); sono detti “antivirali” quelli costituiti da virus (polio, rabbia, vaiolo, influenza…); altri vaccini sono ottenuti per manipolazione genetica.
 Il principio sul quale si basano le vaccinazioni pretende che inoculando nell’organismo questi virus o batteri, vivi, attenuati o uccisi, naturali o manipolati geneticamente, si sviluppino poi degli anticorpi che dovrebbero proteggere l’organismo contro la malattia di cui ha già ricevuto il virus o batterio, iniettatogli nel sangue, o assunto per via orale.
Prima che un bambino abbia raggiunto l’adolescenza, nel suo sangue saranno stati iniettati vaccini con sieri antitossine per vaiolo, idrofobia, tetano, meningite cerebrospinale, febbre tifoidea, difterite, polmonite, scarlattina, eccetera eccetera, il sangue di un adulto diventerà una mistura di dozzine di sporchi estratti batterici, di materie contaminate da malattie e di veleni utilizzati in farmaci distruttivi.
In generale, - la cosa è provata anche dalla letteratura scientifica della medicina occidentale - qualsiasi intromissione nel sangue (iniezione) di qualsivoglia sostanza (anche le più innocue), è potenzialmente dannosa per l’organismo, che è programmato a usare l’apparato digerente per l’introduzione di qualsiasi sostanza proveniente dall’esterno, mai direttamente nel sangue.
Coulter Harris è coautore di un importante volume (COULTER, FISCHER 1985), che è stato tra gli elementi determinanti che hanno spinto il Congresso Usa a varare nel 1986 la legge per l’indennizzo dei danneggiati da vaccino. Coulter è anche autore di un volume dal titolo eloquente:
Vaccination, Social Violence and Criminality. The medical assault on the american brain, Berkeley 1990.
Non mancano gli studi sui possibili danni da vaccino. Negli Usa l’autismo colpisce l’infanzia con una percentuale altissima: un bambino ogni 166; senonché, nel 2005, un reporter del Washington Times ha voluto confrontare questi dati con quelli degli Amish della Pennsylvania, una comunità religiosa di origine olandese, che vive separata dal resto della popolazione Usa e che non vaccina i propri figli. Ebbene, il giornalista ha scoperto che presso gli Amish, invece di riscontrare i 200 casi di autismo, come avrebbe dovuto essere se quelli fossero stati in linea con la media nazionale, ne ha trovati solo tre (su bambini peraltro arrivati di recente da paesi dove erano stati vaccinati). Risultato questo che è in linea con lo studio del 2004 del Center for Disease Control di Atlanta, che concludeva rilevando come i bambini vaccinati abbiano 27 volte in più la possibilità di sviluppare autismo, rispetto a quelli non vaccinati. La correlazione tra mercurio e autismo è stata messa in evidenza recentemente da un ricercatore dei Centers for Disease Control federale, Tom Verstraeten, epidemiologo che ha esaminato i grandi archivi del CDC che contengono cartelle cliniche di 100 mila bambini. Da lì è risultata evidente la relazione tra vaccinazioni (thimerosal) e aumento dei casi di disturbi mentali, dall’autismo, all’iperattività, al “disordine da deficit di attenzione”. L’autismo, sconosciuto in America fino al 1943, ha avuto la sua forte impennata nel 1991, proprio quando si sono introdotti altri tre vaccini per l’infanzia, facendo così passare la statistica da 1 caso su 2500, prima del ’91 all’attuale 1 caso su 16.635. 
Sulla tossicità dei singoli eccipienti, capaci di stimolare, in maniera altamente variabile, il sistema immunitario, in primo luogo abbiamo il mercurio (Thimerosal). L’Agenzia U.S.A. per le sostanze tossiche annovera il mercurio tra le sostanze più pericolose e tossiche che esistono, dopo arsenico e piombo. La letteratura medica ne ha ovviamente riconosciuta la pericolosità quando lo si introduce nell’organismo coi vaccini. Per quanto riguarda il secondo importante componente dei vaccini, l’allumino, esso è risultato responsabile di iperplasia linfoide cutanea, anche detta pseudolinfoma cutaneo, ma è anche riconosciuto responsabile delle principali forme di encefalopatia, tra cui Alzheimer e Parkinson (in generale, l’accumulo di alluminio porta alla demenza). Il terzo importante componente è la formaldeide: è una sostanza notoriamente citotossica e cancerogena.
Nel 2002, due importanti ricerche mettono in evidenza la connessione tra vaccinazione e allergie. Quanto alle patologie autoimmuni, come conseguenza di vaccinazione, oramai gli studi sono numerosissimi: la vaccinazione difterica-tetanica-pertossica è riconosciuta causa di anemia emolitica autoimmune dai ricercatori della Humboldt University di Berlino. Il vaccino antihaemophilus B è riconosciuto in grado di provocare la sindrome di Guillain-Barré (poliradiculoneuropatia infiammatoria acuta). La stessa sindrome può essere provocata dai comuni vaccini anti-parotite, anti-morbillo, anti-rosolia, come dal comunissimo antinfluenzale fino al vaccino antipolio Sabin. Una delle conseguenze più riscontrate a seguito della pratica vaccinale è l’encefalopatia acuta. Si sono registrati danni al sistema nervoso centrale, sclerosi multipla e danneggiamenti della guaina mielinica, specialmente dopo l’introduzione del vaccino antiepatite B di tipo ricombinante (cioè frutto di manipolazione genetica). 
Una delle prove più eloquenti della pericolosità di tale vaccino era il fatto che in bambini con autismo regressivo, comparso dopo la vaccinazione, era stato riscontrato il virus morbilloso (il cui codice genetico provava esser derivato da vaccino) nel liquido spinale, mentre in bambini non autistici, pur se vaccinati, non è stata individuata la persistenza del virus. 
E questo unito ad altre statistiche che mostrano come ad esempio in Danimarca, dopo l’introduzione del MPR l’autismo sia aumentato del 400%, è abbastanza eloquente, se non probante. Cose che ampiamente smentiscono chi, depistando, vuol far passare l’autismo per malattia genetica.
Certamente il vaccino ricombinante contro l’epatite B è dalla letteratura medica messo in evidenza come uno dei più dannosi in assoluto, capace di provocare le patologie più disparate, dall’eritema nodoso, alla poliartrite, dalla trombocitopenia, dall’antigenemia di superficie, a danni alla vena centrale della retina; danni al fegato di vario tipo, demielinizzazioni. Ma anche il diabete sempre più diffuso anche nei bambini, trova nelle vaccinazioni in generale una delle sue cause prioritarie. 
Risale al 24 aprile 1974 il Memorandum per la Sicurezza Nazionale dal titolo «Implicazioni della crescita mondiale della popolazione per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi interessi all’estero». In questo memorandum confidenziale, desecretato nel 1989, Henry Kissinger proponeva «lo spopolamento (depopulation) dovrebbe divenire la prima priorità della politica USA verso il Terzo Mondo», in particolare verso 13 paesi, in testa ai quali c’è l’America Latina.
 In seguito Kissinger trasformò questo memorandum ribattezzato “Global 2000” in un manifesto ambientalista per l’allora presidente Jimmy Carter. In quel testo si prevedeva anche la scarsità alimentare programmata per ridurre la popolazione nel Terzo Mondo .Questo obiettivo è anche in agenda di ONU, di UNFPA (United Nations Population Fund) e dell’UNICEF. 
Il programma di una riduzione demografica forzata è da allora più volte riemersa. Robert Mc Namara, ex presidente della Banca Mondiale, ex segretario degli Stati Uniti e uno dei maggiori fautori del programma mondiale di vaccinazioni ha dichiarato:



«Bisogna prender misure drastiche di riduzione demografica, contro la volontà delle popolazioni. Ridurre il tasso di natalità si è rivelato impossibile o insufficiente; bisogna quindi aumentare il tasso di mortalità. Come? Con mezzi naturali: la carestia, la malattia». 
Secondo la stampa nordamericana il Salk Institute, produttore di vaccini e reagenti biologici (con un dipartimento che lavora per il Pentagono) aveva concluso con l’esercito americano un contratto da 32,3 milioni di dollari per la produzione di vaccini. Nel 1995 si è scoperto che l’OMS, di concerto con la Banca Mondiale, i Centers for Disease Control e la “filantropica” Fondazione Rockefeller, aveva da 25 anni finanziato la ricerca per la produzione di un vaccino defertilizzante, che alla fine prese la forma di vaccino antitetanico, nel quale era stato segretamente introdotta della gonadotropina coriale umana (hCG), che veniva veicolata nell’organismo grazie al tossoide del tetano. In questo modo l’organismo vaccinato doveva produrre anticorpi di hCG, sicché che nell’eventualità di una gravidanza, essendo basso nel sangue il livello di hCG, sarebbe stato altissima la probabilità di aborto. Col proclama di dover sconfiggere il “tetano neonatale” (sic!) l’OMS fece vaccinare milioni di donne delle Filippine del Messico e del Nicaragua, tra i 15 e i 45 anni. In questo programma di vaccinazione è stata coinvolta poi anche la Tanzania. Ci fu chi ebbe il coraggio di sospettare (anche perché un protocollo che prevedeva 5 richiami di antitetanica in un anno appariva desueto) e di affidare le fiale di antitetanica ad un laboratorio indipendente, che scoprì la strana e non dichiarata presenza della gonadotropina umana; anticorpi di hCG furono trovati in 27 donne vaccinate su 30. Gli ufficiali dell’OMS cercarono dapprima di negare, poi di minimizzare, infine presentarono scuse pubbliche ed ufficiali. Il vero pericolo è una politica genetica fuori controllo che può introdurre, ormai nei bambini pericolose mutazioni genetiche, per finalità politiche che non vanno certo nella direzione della salute né della libertà e per mezzo dei questo è destinato a compiersi attraverso i programmi di vaccinazione. Se realmente sono in corso politiche malthusiane, attuate mediante i vaccini, i più indiziati sono l’antiepatite B e l’antipolio; quest’ultimo aumenta il rischio di linfoma non-Hodgkin, e dei tumori in generale come del resto fanno tutti i vaccini, cosa messa in evidenza già 40 anni fa. 
Verso la metà degli anni sessanta comincia, in quasi tutti i paesi industrializzati, la campagna di vaccinazione di massa contro la polio e qualche anno dopo emerge che la vaccinazione antipolio rappresenta un fattore che aumenta il rischio di linfomi e leucemie. Nel 1975 viene pubblicato uno studio finlandese in cui si attesta come il vaccino antipolio comporti un aumento del rischio per leucemia, e l’anno successivo viene documentata linfadenite post-vaccinale trasformatasi in linfoma di Hodgkin. A partire dagli anni Novanta questo genere di pubblicazioni scientifiche è diminuito; sarebbe interessante sapere da cosa dipende questo fenomeno. Da una minore attenzione verso il problema? Dalla necessità di non far calare un così imponente punto interrogativo sulla ormai consolidata pratica della vaccinazione di massa? 
Dalla totale scomparsa di casi simili?
Ci sono poi scienziati che denunciano una sistematica censura anche su altri aspetti inquietanti della ricerca sul vaccino antipolio. Uno di questi è il professor J. Cribb che pubblica le proprie conclusioni su una prestigiosa rivista nel giugno 2001: 
«La discussione scientifica sull’ipotesi che il vaccino antipolio sia all’origine della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è stata sistematicamente soppressa per oltre 12 anni».
Hanno scritto i ricercatori della S. Francisco University nel 1994 (Elswood, Stricker, (citazione dall’abstract):
«È noto che i vaccini antipolio furono contaminati con almeno un virus delle scimmie, l’SV40. Il trasferimento di questo virus dalle scimmie all’uomo attraverso vaccini contaminati è particolarmente rilevante per la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), poiché l’agente che causa l’Aids, il virus umano HIV, si pensa derivi da un virus precursore delle scimmie. Noi supponiamo che la pandemia di Aids possa esser stata originata dai vaccini antipolio contaminati somministrati ad abitanti dell’Africa Equatoriale dal 1957 al 1959».
Sin dal 1950 negli ambienti accademici si sapeva che vi erano virus, batteri e micoplasma capaci di produrre cancro e altre malattie. Questo aspetto della ricerca sul cancro è stato per decenni soppresso dalle maggiori autorità sanitarie internazionali, proprio quando a scopi militari e malthusiani si dava il via al segreto Special Virus Cancer Program, decollato negli anni Sessanta. Infatti, il rapporto per il 1961-62 del Consiglio di Ricerca Medica del Regno Unito includeva una sezione dal titolo: «La trasformazione della cellula ad opera di un virus tumorale, nella quale si poteva leggere, tra l’altro, la seguente affermazione: ‘Il più importante è il virus SV40, che si trova naturalmente nelle scimmie e causa sarcomi, in sede sperimentale, nei criceti». Il solo modo in cui un essere umano può assumere questo virus scimmiesco è per ingestione (mangiando la carne di scimmia) o per inoculazione insieme a un vaccino. Questo stesso SV40 è stato in effetti riscontrato anche nel vaccino Sabin contro la poliomielite con cui per anni sono stati vaccinati milioni di bambini. È provato che l’SV40 provoca anomalie congenite, leucemia, cancro e immunodepressione: tutti sintomi simili a quelli dell’AIDS. La dottoressa Eva Lee Snead (Some Call It Aids…I Call It Murder – The Connection Between Cancer, Aids, Immunization, And Genocide,San Antonio 1992) ha quindi dimostrato la relazione esistente tra leucemia, SV40 e Aids, che non sarebbe altro che una forma di leucemia. 
È significativo, dal punto di vista medico-clinico, che in quei bambini che hanno manifestato anomalie intestinali (enterocolite cronica, iperplasia linfoide, ulcerazione aftoide, ma anche disturbi neurologici) a seguito di vaccinazione MPR, si siano riscontrati, nel tessuto intestinale un eccesso di virus del morbillo di origine vaccinica (in bambini che non avevano mai avuto la malattia del morbillo). Ebbene, allo stesso modo, tanto in coloro che avevano ricevuto l’antipolio di tipo Salk, tra il 1955 e il 1963, quanto in coloro che avevano ricevuto il Sabin, negli anni successivi, si sono riscontrate presenze del virus. Scrive J. Martin, del Center for Complex Infectious Disease:
«Il virus può essere individuato nel fluido spermatico ed è possibile che venga trasmesso in maniera congenita alle future generazioni, come spiega Martini e colleghi in uno studio pubblicato su Cancer Research nel 1966, che conferma anche come l’SV40 sia presente in una porzione significativa di tumori cerebrali. Un altro studio di Bergsagel sul New England Journal of Medicine nel 1992, ha mostrato come l’SV40 sia presente in alcuni cancri al cervello. L’SV40 è anche presente in elevate proporzioni nel mesotelioma umano e nei tumori delle ossa, come spiega Carbone negli studi pubblicati su Oncogene nel 1994 e nel 1996». 
Il gastroenterologo canadese Andrew Wakefield, dopo aver, coi suoi collaboratori pubblicato questo studio sul Lancet, fu incaricato da genitori i cui bambini risultarono danneggiati dopo vaccino MPR, di verificare la connessione causale. La prova addotta era proprio la presenza di virus del morbillo nei tessuti dei bambini vaccinati (e che non avevano avuto la malattia), mentre bimbi vaccinati, che non erano rimasti danneggiati, non presentavano virus del morbillo nei tessuti; Wakefield divulgò i risultati sul Sunday Herald di febbraio 2002.
Nel 1997 il Pentagono ha rivelato che nel 1953 il governo americano chiese e ottenne da quello canadese di poter testare sui 500 mila abitanti della città di Winnipeg una nuova arma chimica, il cancerogeno solfuro di zinco cadmio, che fu spruzzato dagli aerei per 36 volte successive. Al sindaco della città fu detto che si trattava di una nebbia chimica che avrebbe protetto la città da un possibile attacco nucleare. Assodato che esiste una ricerca volta a mettere a punto armi biologiche per la guerra o per la riduzione della popolazione, dobbiamo chiederci se la presenza nei vaccini di microrganismi, virus e amebe sia puramente casuale. Dichiara un ex ricercatore dei National Institutes of Health:
«Nel vaccino contro il morbillo Rimavex abbiamo rilevato la presenza di virus dei polli; nel vaccino antipolio la presenza di acanthamoeba, la cosiddetta “ameba mangiacervello”, nonché il citomegalovirus della scimmia. 
Virus schiumoso della scimmia nel vaccino antirotavirus. Virus del cancro aviario nel vaccino MMR. Vari microrganismi nel vaccino contro l’antrace. 
Ho riscontrato la presenza di inibitori di enzimi potenzialmente pericolosi in vari vaccini. 
Virus di anatra, cane e coniglio nel vaccino antirosolia. Virus della leucosi aviaria nel vaccino antinfluenzale. Pestivirus nel vaccino MMR.101».
Questi ricercatori, per lo più guidati da Robert Gallo, e per lo più facenti parte della Litton Bionetics (della galassia Rockefeller, come le principali multinazionali farmaceutiche produttrici di vaccini) dalla fine degli anni Sessanta, guarda caso proprio a seguito dello Special Virus Cancer Program, hanno iniziato a combinare virus di scimmia col virus RNA della leucemia felina, o con quello del sarcoma della leucemia dei polli (che causa consunzione e immunosoppressione), per poi coltivarli lungamente su tessuti umani (globuli bianchi) in modo che sviluppassero quello che in gergo si chiama “apparato di attaccamento”(proteine tipo la gp 120), che consente il salto di specie. Questo tipo di ricerca, nella quale il virus scimmiesco SV40 ed altri virus di scimmie vennero adoperati e poi mutati o incrociati con altri virus cancerogeni animali, iniziò negli anni Sessanta. I Contratti che sono riprodotti nel libro Emerging Virus dimostrano che fu il 12 febbraio 1962 che iniziò lo Special Virus Cancer Program. Esso era un programma estremamente segreto e ben finanziato che venne reso noto dopo che alcune persone all’interno dell’Istituto Nazionale di Sanità compresero di aver appena inoculato vaccini infestati da virus cancerogeni in più di cento milioni di persone in tutto il mondo.
Questi virus “accidentalmente” o meno inoculati nell’organismo coi vaccini, ovviamente scavalcano (proprio in quanto iniettati) le naturali difese immunitarie. Essi anche producono alterazioni dell’RNA che danno luogo a forme aberranti di provirus che restano silenti nel corpo anche per molto tempo, e finché non trovano il terreno adatto restano in quello stato.
La nomina di Henry Kissinger nel 1968 come Consigliere della Sicurezza Nazionale è degna di nota. Il vice di Kissinger era Roy Ash, presidente delle industrie Litton, fra i maggiori appaltatori di armi militari, e collegate alla corporation che aveva in appalto le armi biologiche dell’esercito, la Litton Bionetics, con cui lavorava appunto il dottor Gallo del National Cancer Institute. I contratti militari della Litton, durante la prima amministrazione Nixon, superarono i 5 miliardi di dollari. La Litton Bionetics ricevette all’incirca 2 milioni di dollari all’anno in questo periodo sotto uno dei contratti dell’NCI intitolato ‘Investigazioni sulla cancerogenesi virale nei primati’. Un altro contratto chiedeva alla Bionetics la fornitura ai ricercatori dell’NCI in tutto il mondo di primati per studi sul cancro. In questo stesso periodo, il Congresso assegnava al Dipartimento della Difesa la stessa cifra, 2 milioni di dollari all’anno, per lo sviluppo di virus simili a quello dell’AIDS. Fra il 1969 e il 1976, Kissinger ebbe anche la direzione del potente Comitato dei 40, che autorizzava azioni della Cia sotto copertura in Africa Centrale, nelle vicinanze di dove per la prima volta Aids e Ebola scoppiarono. Ebola inizialmente colpì una donna sudafricana nel 1975, e poi diverse centinaia di persone nel Sudan meridionale e nello Zaire settentrionale nel1976. L’Aids, naturalmente, fu visto inizialmente nello stesso momento in Africa Centrale e nella città di New York nel 1978. Sotto le direttive del Consiglio per la Sicurezza Nazionale di Kissinger, la USAID (United States Agency for International Development [Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale]) cominciò a concentrare verso la fine degli anni 1960 vaste risorse sul controllo delle popolazioni del Terzo Mondo. Una ricerca su Internet di testi su ‘USAID’, ‘population control’, ‘vaccines’, e ‘World Health Organisation (Organizzazione Mondiale della Sanità) tra il 1970 e il 1975 ha rivelato 733 studi ‘USAID population control’ (Controllo della popolazione da parte dell’USAIDS). La stessa ricerca, dopo il 1975, non ne ha trovato nessuno. L’intero campo del ‘controllo della popolazione’ è sparito dalla vista. Il titolo di questa tematica è stato abolito e sostituito con il più confortevole “sanità materna e infantile”.
Nessuna rivista scientifica può rivelare la presenza di virus cancerogeni e immunosoppressori nei vaccini. 
E questo è anche una conseguenza del fatto grave che l’onere della prova nello stabilire efficacia e sicurezza dei vaccini non è a carico di chi li produce, ma di chi li subisce. Così hai l’onere della prova, ma non hai la possibilità di provare a causa del sistema dei brevetti. Ebbene se si dovessero includere tra i danneggiati da vaccino non solo coloro ai quali il danno si manifesta nelle poche ore successive all’inoculazione, come avviene di solito, e come previsto dalla definizione di “reazione alla vaccinazione”, ma anche coloro ai quali il danno si manifesta dopo anni, ecco allora che avremmo numeri spaventosamente elevati. Tutte coincidenze casuali o siamo di fronte a una ben congegnata, e ovviamente non dichiarata politica malthusiana?
I vaccini sono uno dei capitoli più misteriosi della medicina, o meglio della virologia quella che prima agiva dietro lo Special Virus Cancer Program, e metteva a punto con l’SV40 uno dei virus cancerogeni più potenti, mentre oggi col Progetto Genoma Umano opera segretamente per trovare l’arma batteriologica etnica, ovvero quei microrganismi che colpiscano selettivamente solo certe razze. Ne consegue che i vaccini sono stati e sono il veicolo di una guerra malthusiana contro i popoli: ecco perché il sistema dei brevetti deve impedire di rivelare quali virus essi veicolano insieme al vaccino. Ma più efficace del sistema dei brevetti c’è il collaborazionismo, il dogmatismo, la superstizione e il conformismo di scienziati, medici e ricercatori, che non osano indagare, non vogliono vedere, temono di dire cose diverse da quelle che tutti dicono. La tecnocrazia promette un vaccino contro la morte, mentre in realtà vaccina a danno della vita. Il più disarmante crimine è l'indifferenza alla tutela della vita. La prima e basilare espropriazione parte dal controllo del corpo umano, fin dalla nascita con la medicalizzazione a vita dell’esistenza. E poi si estende alla società. Non fate marchiare come bestiame i neonati. I bambini non sono cavie ma esseri sacri in una civiltà reale e non virtuale. 
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/01/vaccinazioni-un-crimine-mondiale-contro.html

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