"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 29 gennaio 2014

Una corretta informazione per far crollare il Nuovo Ordine Mondiale

Una corretta informazione per far crollare il Nuovo Ordine Mondiale

by tiziano bruni
Ho accettato con entusiasmo, al di là della mia recente e motivata adesione al P.A.S., la proposta fattami dall’amico Alfonso Luigi Marra di tenere quotidianamente su questo blog una rubrica di approfondimento e di analisi dell’attualità, di ciò che avviene in Italia e nel mondo. 
Un’analisi
che però si discosti dalla visione dei fatti che ogni giorno ci propina la cosiddetta “stampa di regime” e che sappia scavare a fondo dietro le quinte dell’informazione e delle notizie, spogliandole da quei veli e quei filtri di falsità e di convenienza che siamo purtroppo abituati a vedere e a sentire.
Chi mi conosce e ha avuto modo di seguire la mia attività giornalistica ed editoriale, sa che
non sono certo quello che si definisce “un moderato” e che non ho mai avuto paure o reticenze ad esternare quello che penso e a dire quello che molti non dicono e che non vogliono o non possono dire. Da anni mi batto contro le prevaricazioni del “sistema” e, in particolar modo contro il signoraggio bancario e le politiche della grande finanza internazionale, in favore della sovranità monetaria e dell’autodeterminazione dei popoli, denunciando senza sosta i piani per l’edificazione di un Nuovo Ordine Mondiale che sta opprimendo ed annientando sempre più le nazioni della Terra e le coscienze dei cittadini.
Concordo con Marra quando parla della necessità di una rivoluzione delle coscienze che possa spezzare e scardinare lo stato di coma culturale che il potere ha causato, come concordo sulla necessità storica di superare finalmente quegli steccati, quelle divisioni, quelle pregiudiziali, quelle contrapposizioni ideologiche che hanno portato i popoli a erigere muri e barriere, sia fisiche che mentali, che hanno impedito loro di avere una visione chiara ed organica del vero nemico da combattere.
Affermava Sherman Rotschild già nel lontano 1863: “Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi”. Gli faceva eco negli anni ’30 l’industriale Henry Ford: “Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che scoppierebbe una rivoluzione”. Eppure, nonostante la disinformazione e l’abbrutimento culturale voluto da certi “signori” per poter perseguire al meglio i propri fini, le persone stanno cominciando a capire, stanno iniziando ad avere un quadro chiaro del castello di carte costruito a loro spese e sulle loro teste, e stanno iniziando a colpirne le fondamenta.

Alfonso Marra ha avuto il grande merito di avere per primo denunciato in Italia il concetto di “signoraggio” e di aver contribuito, attraverso le sue battaglie politiche e le sue cause giudiziarie, a diffondere questo concetto a livello di massa e farne comprendere a un sempre maggior numero di persone il significato. Dobbiamo continuare a diffondere questo messaggio, attraverso questo blog e attraverso ogni altro canale possibile, per abbattere il muro di silenzio con cui il sistema risponde a questa presa di coscienza.

E la contro-informazione diventa per noi una necessità, perché sono troppe le cose non dette, troppi i fatti omessi o taciuti, troppe le bugie raccontate, sia in Occidente che in altre aree del mondo, dai giornalisti e dagli scrittori “di regime”, da quei pennivendoli che, pur di compiacere i governanti di turno, non cercano la Verità, limitandosi a fornire ai loro lettori quelle mezze verità di comodo che servono a tranquillizzare il cittadino e a garantire lo status quo.

Sappiamo tutti quanto sia difficile al giorno d’oggi fare informazione e, soprattutto, controinformazione, in una società in costante involuzione culturale, ottenebrata da una televisione spazzatura ed alle prese con continue crisi economiche più o meno pilotate dagli speculatori e dai grandi burattinai della finanza internazionale; una società in cui l’informazione appare sempre più come addomesticata e pilotata da chi ci governa e in cui ogni tentativo di andare controcorrente, di capire e di spiegare a chi ci sta intorno come veramente stanno le cose, viene inesorabilmente e ipocritamente bollato come “non politicamente corretto”, o unpolitically correct, per dirlo all’inglese. Ebbene, rivolgendomi a certi “signori”, io voglio dirlo all’italiana: avendo ben capito il vostro concetto di “correttezza”, non sono, non intendo essere e non sarò “politicamente corretto”!

Troppe cose vengono taciute all’opinione pubblica, troppe informazioni distorte vengono inoculate alla massa e troppe realtà vengono ignorate perché la conoscenza di esse non si rivelerebbe un profitto, ma anzi un danno, per il potere costituito. Lo dimostrano i continui tagli alla cultura e all’editoria, nel tentativo chiaro ed evidente di imbavagliare ogni tipo di informazione non allineata con il sistema.

Potremmo dormircene sonni tranquilli, trascorrere le nostre giornate davanti alla Pay-TV a goderci i reality e le partite di calcio e far finta che tutto vada per il verso giusto, ma non lo facciamo. Semplicemente perché non sarebbe nella nostra natura. Perché non c’è partita e non c’è frase rassicurante del governante di turno che ci possa convincere che non siamo sull’orlo del baratro e del conflitto sociale, che non esistano il precariato, la disoccupazione, la crisi abitativa, la cassa integrazione per decine di migliaia di lavoratori, che le famiglie non arrivino più alla fine del mese e che i giovani non vedano più prospettive per il loro futuro, cadendo vittime dello sconforto, del disagio e dei paradisi artificiali. È per questo che abbiamo deciso di essere scomodi, di non omologarci con il gregge e, per quanto privi di risorse economiche e di finanziatori “altolocati”, dedicare tutto il nostro tempo e tutte le nostre energie al servizio di un’informazione libera, nella quale, nonostante tutto, ancora crediamo.
Perché è soltanto attraverso l’informazione e la comprensione della realtà che potremo spezzare le nostre catene, attuare una vera rivoluzione delle coscienze e far crollare dalle fondamenta il cupo castello del Nuovo Ordine Mondiale.

Nicola Bizzi

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