"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

Traduttore

venerdì 24 gennaio 2014

Si rafforza l’ipotesi sulla morte di Chavez per avvelenamento.

Si rafforza l’ipotesi sulla morte di Chavez per avvelenamento. 

(Bruno Rosso)
Hugo Chavez, il defunto presidente del Venezuela potrebbe essere stato assassinato con il cancro. È successo all’ex presidente palestinese Yasser Arafat, è accaduto alla spia russa Alexander Litvinenko. 
Entrambi morti perché sottoposti a radiazioni provenienti dal polonio.
Siamo nel Ventunesimo secolo, la tecnologia oggi permetterebbe anche di uccidere a distanza, bombardando la vittima con radiazioni sparate da molto lontano con estrema precisione, o inoculando un virus in grado di provocare tumori letali. L’ex agente della National Security Agency Edward Snowden ha rivelato che l’ Nsa ha sviluppato un radar portatile
(CTX4000) che «può intercettare segnali che non potrebbero essere captati altrimenti, o che sarebbero estremamente difficili da intercettare ed esaminare», si legge su un documento segreto dell’Agenzia di spionaggio Usa. 
«Il CTX4000 è efficace grazie all’elevata capacità di concentrare raggi di frequenze contro un unico soggetto». Come se qualcuno posizionasse contro di voi, e solo contro di voi, l’intera potenza di un ripetitore di telefonia mobile.
 Studi scientifici riconosciuti universalmente hanno dimostrato l’estrema cancerosità dell’elevata esposizione alle onde elettromagntiche.
Secondo un documento desecretato del Pentagono, risalente al 1969, «il Dipartimento della Difesa sta portando avanti un programma per lo sviluppo di armi in grado di trasmettere onde radioattive, per provocare la morte del bersaglio anche ad anni di distanza». 
Inoltre, il Pentagono ha desecretato dei documenti, ottenuti dall’Associated Press nel 1995 con la legge sul Freedom of Information Act, che provano che dal 1948 il ministero della Difesa ha cercato di creare un’arma a radiazione per omicidi politici.
Chavez è morto il 5 marzo 2013 di una forma di cancro molto rara. Il successore di Chavez alla presidenza, Nicolas Maduro, ha dichiarato che «il suo cancro era insolito, ignoto ed estremamente insidioso». 
Nella famiglia Chávez non vi erano stati altri casi di cancro, dunque non vi era una predisposizione genetica. 
La malattia gli è stata diagnosticata nel mese di giugno del 2011 e, nonostante le cure massicce, Chávez è morto in meno di due anni.
 Non è un segreto che gli Stati Uniti abbiano tentato in tutti i modi di far destituire Chavez. 
Documenti desecretati della Cia hanno dimostrato che la Casa Bianca ha organizzato nel 2002 e nel 2007 ben due colpi di Stato (falliti) per sovvertire far destituire Chavez. 
Snowden ha diffuso documenti della Nsa che mostrano come il presidente Usa Barak Obama abbia autorizzato una missione, la cui segretezza scavalcava persino la Cia, per sovvertire il governo venezuelano. 
Il reverendo Pat Robertson, elemento di spicco della destra repubblicana e intimo amico dell’ex presidente George W. Bush, ha dichiarato alla Bbc: «Chavez ha sempre denunciato complotti contro di lui per assassinarlo.
 Credo proprio che almeno su questo abbia avuto ragione. 
Noi abbiamo cercato di farlo fuori con tutti i mezzi».
Ma torniamo all’arma al cancro. 
Nel corso del programma della Cbs “60 Minutes” (una sorta di “Report” statunitense”) è stata intervistata una ricercatrice che ha lavorato per trent’anni a esperimenti segreti del Pentagono, Judyth Vary Baker: «Ho condotto ricerche per il “progetto-cancro”. 
Tutto è partito da un’emergenza. 
Quando all’inizio degli anni Sessanta è iniziata la vaccinazione di massa contro la poliomelite, è stato commesso un grave errore.
 Circa centomila dosi erano contaminate da batteri del virus SV-40, proveniente da scimmie africane.
 Era stato scoperto che questi batteri producevano gravi forme tumorali. 
Il mio progetto avrebbe dovuto trovare una soluzione al problema. 
Andando avanti, però, si è scoperto che eravamo in grado di controllare la contaminazione, al punto da riuscire a produrre un’arma letale, con la quale si è provato perfino a uccidere Fidel Castro. 
Nel corso dei decenni l’arma è stata perfezionata. L’abbiamo prima testata, con successo, su delle scimmie.
 Poi siamo passati alla sperimentazione sull’uomo. 
Le nostre cavie erano detenuti inconsapevoli del penitenziario Angola State e del Jackson State Mental Hospital, entrambi in Louisiana. 
L’arma fu un vero successo: gli uomini morirono di cancro ventotto giorni dopo essere stati infettati».



Fonte: http://popoff.globalist.it/
http://www.signoraggio.it/si-rafforza-lipotesi-sulla-morte-di-chavez-per-avvelenamento/

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...