"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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martedì 21 gennaio 2014

Questa Europa ci ammazza, lo dice pure l’Ilo

Questa Europa ci ammazza, lo dice pure l’Ilo

L’Organizzazione mondiale del lavoro conclama che nella Ue con l’austerità made in Bce si è creata meno occupazione e più debito.
Questa Europa delle banche e dei diktat della Bce non fa che peggiorare la situazione, per di più in un quadro economico globale negativo. 
A dirlo non siamo soltanto noi, ma anche l’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro.
Infatti le politiche di austerità praticate in alcuni Paesi dell’eurozona, come (tanto per cambiare) l’Italia, per rimettere
in sesto i conti pubblici non solo hanno depresso la domanda aggregata, con conseguenze negative sull’occupazione, ma non sono nemmeno riuscite a ridurre il debito, che è invece cresciuto ulteriormente (dati conclamati pochi giorni fa da Bankitalia. È quanto si legge nel rapporto “Global Employment Trends 2014″ dell’Ilo.
“Nei Paesi in crisi nella periferia dell’eurozona (i cosiddetti ‘Piigs’: Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) – si legge nel rapporto – le misure di consolidamento fiscale hanno avuto effetti negativi diretti sui consumi privati e, di conseguenza, la crescita è calata più del debito, aumentando ulteriormente il peso del debito in relazione al Pil”. In Giappone, dove invece è stata seguita una politica fiscale espansiva in contrasto alla crisi, sottolinea ancora l’Ilo, il rapporto debito/Pil non è cresciuto a ritmi più veloci che in passato. 
Secondo l’Organizzazione, un riequilibrio delle politiche macroeconomiche e un aumento dei redditi da lavoro migliorerebbero in modo significativo le prospettive del mercato del lavoro, creando 6,1 milioni di posti di lavoro in più nei Paesi del G20 entro il 2020, riducendo il tasso di disoccupazione di 1,8 punti percentuali e rendendo più semplice anche il raggiungimento degli obiettivi fiscali. 
Chi glielo dice a Letta&Co. che qua si sta parlando addirittura di ridurre la pressione fiscale, di diminuire la tassazione sul lavoro? Altro che conti della serva su mini-Imu e affini.

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