"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 30 gennaio 2014

QUANDO SI COMBATTEVA SOLTANTO PER DEGLI IDEALI COLLETTIVI:La fucilazione del partigiano Oberdan Chiesa 29 Gennaio 1944

QUANDO SI COMBATTEVA SOLTANTO PER DEGLI IDEALI COLLETTIVI:La fucilazione del partigiano Oberdan Chiesa 29 Gennaio 1944

Nome del volontario: CHIESA OBERDAN
Nome di battaglia: Ninì, Nicola Gonzales
Luogo di nascita: Livorno
Appartenenza politica: Comunista
Battaglione/Brigata: Colonna mobile catalana Libertad (Centuria G. Sozzi), XII Brigata internazionale (Battaglione Garibaldi, compagnia di Stato maggiore), XII Brigata internazionale (Brigata Garibaldi), Marina da guerra
Campo di internamento: Argeles, Gurs, Mont Louis, Vernet
Professione: Portuale, manovale
Biografia: Nato il 11/9/1911 a Livorno da Garibaldo e Ada Cini. Frequenta le scuole elementari. Svolge il servizio di leva in marina, congedato dalle armi, diventa membro dell'organizzazione comunista clandestina e per questo
ricercato dalla polizia fascista, Oberdan Chiesa espatriò: in Algeria a Bone lavora come edile fino all'espulsione nel 1935; in Francia a Marsiglia presso Leo Franci lavora come scaricatore di porto; alla fine del 1935 è ad Ajaccio in Corsica dove lavora in una fabbrica e poi come sguattero in un ristorante, vivendo insieme al fratello Mazzini (è segnalato già nel luglio 1935, ma probabilmente si tratta di un errore dovuto alla confusione frequente fra i due fratelli). Iscritto in Rubrica di frontiera. Nell'agosto 1936 arriva a Barcellona da Grenoble (Isère) con lasciapassare falso intestato a Nicola Gonzales e alloggia alla caserma "Carl Marx"; è tra i primi volontari in Spagna, arruolato nella centuria Gastone Sozzi come mitragliere nelle Brigate Internazionali. Ferito in combattimento alla Casa del Campo, l'antifascista italiano, dopo essere stato curato, entrò a far parte della flotta repubblicana. Passato in Francia dopo lo scioglimento delle Brigate Internazionali, Chiesa fu internato con i suoi compagni nel campo di Vernet, dove rimase sino all'occupazione della Francia da parte delle truppe naziste. Consegnato alla polizia italiana, Chiesa fu confinato a Ventotene. Liberato dopo la caduta di Mussolini, poté tornare a Livorno, dove, subito dopo l'8 settembre 1943, si diede ad organizzare la Resistenza. In seguito è partigiano, assegnato al Comando militare di Livorno il 30/9/1943 come comandante di un distaccamento col grado di sottotenente; l'1/1/1944 è nominato commissario politico di brigata.
Arrestato in seguito a un'imboscata, viene rinchiuso nelle carceri Don Bosco a Pisa. 
Il 29 gennaio del 1944, per ritorsione dopo un'azione dei partigiani (che, a Rosignano Solvay, avevano ferito a rivoltellate il maresciallo collaborazionista Nannipieri, comandante della locale Stazione dei carabinieri, e un suo sottoposto, che sarebbe deceduto tre mesi dopo), Oberdan Chiesa fu prelevato dal carcere "Don Bosco". 
Portato sulla spiaggia di Lillatro, a Rosignano Solvay, Chiesa, vi fu fucilato per rappresaglia da un plotone misto di CC e di GNR (fascisti repubblichini). Al sacerdote che insisteva perché pregasse rispose: "Io rispetto le sue idee, lei rispetti le mie".
A Livorno si costituisce in suo onore il Decimo Distaccamento Oberdan Chiesa, poi diventato la III Brigata Garibaldi Oberdan Chiesa che liberò Livorno il 19 Luglio 1944. 
Insignito di medaglia d'argento alla memoria. Subito dopo la Liberazione di Livorno, gli abitanti del Comune di Rosignano Marittimo hanno intitolato a Chiesa una strada e hanno collocato presso il luogo dell'esecuzione un cippo in memoria; in seguito, nella stessa località, è stato eretto un monumento. Anche Livorno ha intitolato una strada in suo onore.
Presso il luogo dell'esecuzione un cippo reca la scritta: "QUI/ IL 29 GENNAIO 1944/ FU TRUCIDATO DAI/ FASCISTI REPUBBLICANI/ OBERDAN CHIESA/ COMBATTENTE EROICO/ IN SPAGNA E IN ITALIA/ PER LA CAUSA DEL PROLETARIATO/ IL POPOLO DI ROSIGNANO/ NEL 1° ANNIVERSARIO/ DEL SUO SACRIFICIO"..


tratto da Il Quartiere n.30
http://www.chicomalo.org

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