"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 30 gennaio 2014

Proposta choc della Bundesbank per un prelievo forzoso sui conti correnti nei Paesi Pigs

Proposta choc della Bundesbank per un prelievo forzoso sui conti correnti nei Paesi Pigs 

(Bruno Rosso)
Nel suo bollettino mensile, la Banca centrale tedesca ha ripreso la proposta, già formulata ad ottobre dal Fondo Monetario Internazionale, di istituire una tassa, per i paesi europei più colpiti dalla crisi – i cosiddetti Piigs- tramite un prelievo una tantum e solo nel caso di default di un paese. 
Secondo la Bundesbank, tassare i capitali sarebbe in linea con il principio della responsabilità nazionale, in base al quale i contribuenti devono farsi carico dei debiti del proprio paese prima che venga richiesta la solidarietà internazionale ai partner europei.
Questo propone la Bundesbank guidata da Jens Weidmann per i Paesi europei a rischio fallimento (la banca centrale tedesca non fa l’elenco dei Paesi a rischio, ma è facile immaginare che tra questi metta volentieri l’ Italia insieme agli altri Pigs: Portogallo, Grecia e Spagna). 
Secondo la banca: “nel caso eccezionale dell’incombente bancarotta di un Paese, un prelievo una tantum sui capitali dovrebbe avere più successo di altre opzioni” –e ancora- “una tassa sui capitali corrisponderebbe al principio della responsabilità nazionale, in base al quale i contribuenti sono responsabili delle obbligazioni del proprio Paese prima che venga richiesta la solidarietà internazionale”. 
 Il coinvolgimento dei contribuenti con un prelievo straordinario sui capitali privati, sottolinea l’istituto, è quindi “preferibile ai salvataggi”, anche se questo tipo di misura “non è priva di rischi e dovrebbe essere adottata solo in ultima istanza”.
Simili argomentazioni sembrano andare incontro a quel sentire comune assai diffuso in Germania secondo cui i contribuenti tedeschi non devono essere costretti a pagare per i fallimenti degli altri paesi dell’ Eurozona. 
La proposta choc della Bundesbank arriva in un momento particolarmente delicato per i mercati finanziari, con la tempesta argentina e i possibili riflessi delle politiche della Federal Reserve statunitense sui cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) che travolgono le borse del Vecchio Continente.

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