"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 27 gennaio 2014

Poste, Enav e chi più ne ha più ne svenda: al via i saldi di fine governo

PREFAZIONE:ormai il gioco e' chiaro- i vari governi dipendenti delle varie associaciazioni massoniche e c. prima creano il debito come movente, poi con la scusa delle privatizzazioni svendono il patrimonio italiano ai loro potenti  padroni, nel frattempo pensano a come sterminare i loro sudditi,perche' ai loro padroni gli piace l'italia, mica gli italiani, quando la vendita sara' conclusa , l'immobile italia dovra' essere consegnato privo di abitanti
MEDITATE GENTE MEDITATE, E SOPRATTUTTO VOTATE GENTE VOTATE
INDACO

Poste, Enav e chi più ne ha più ne svenda: al via i saldi di fine governo

(Ezzelino)
Tutti i piani di Letta&Co., che ricordano le “gloriose” stagioni delle privatizzazioni fatte dalla sinistra. Una ragione in più per mandarli a casa prima possibile.
Torna la stagione delle svendite, che storicamente si presenta quando al governo c’è (anche) la sinistra.
 Questo giro di privatizzazioni, almeno stando ai desiderata di Letta&Co., durerà un paio d’anni.
 Una ragione in più per mandarli tutti a casa prima possibile.
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al collocamento sul mercato delle quote di Poste ed Enav e alle norme per il rientro dei capitali illegalmente detenuti all’estero.
 Il governo privatizzerà quote “non di controllo” del gruppo guidato da Massimo Sarmi e della società per l’assistenza al volo. 
Con il pacchetto privatizzazioni, ha assicurato Letta, il debito pubblico italiano, quest’anno, scenderà “per la prima volta dopo sei anni di crescita”. 
Siamo ai soliti proclami, quando è sotto gli occhi di tutti che per ridurre il debito bisogna tagliare gli sprechi, non gli asset strategici dello Stato.
Ancora, l’esecutivo intende inoltre dare parte delle azioni delle società ai dipendenti e il percorso verrà definito nei prossimi giorni. 
Dalla cessione del 40% di Poste il governo punta a ricavare tra i 4 e i 4,8 miliardi di euro mentre dal 49% dell’Enav circa un miliardo. 
Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha indicato in 10-12 miliardi il valore di Poste e in circa 1,8-2 miliardi quello dell’Enav. Saccomanni ha auspicato che il collocamento sul mercato di Poste possa partire entro l’estate. 
Sul fronte fiscale Letta ha ribadito che “il 31 gennaio non ci sarà il taglio delle detrazioni fiscali per famiglie e contribuenti” previsto dalla legge di stabilità. Così ora il capitolo viene demandato alla delega fiscale all’esame del Parlamento che “sarà la sede della discussione sul riordino”. Il Cdm ha anche varato il decreto sul rientro dei capitali, cioè le norme sulla ‘volontary disclosure’. Il provvedimento, ha spiegato Letta, “prevede un percorso che parte dall’autodenuncia e dal pagamento per intero delle imposte previste”, quindi “non è uno scudo, non c’è più l’anonimato” sia per motivi etici che per motivi funzionali. Il premier ha garantito che i capitali “non essendo più anonimi potranno essere utilizzati in Italia, facendo in modo che lo Stato incassi risorse per ridurre le tasse sul lavoro”. 
Dal canto suo, Saccomanni assicura che non si tratta di “un condono o un amnistia” ma anzi rappresenta “un cambio epocale”. Staremo a vedere.
Il provvedimento sul rientro dei capitali sarà composto da due interventi. Uno, il dl appena varato, che prevede autodenuncia e pagamento delle imposte, l’altro verrà introdotto nel pacchetto anticriminalità tra due settimane e sarà il reato di autoriciclaggio.
Infine, sono stati rinviati a maggio i termini per il pagamento della prima rata dei contributi Inail. “Una boccata di ossigeno per le imprese”, ha detto Letta spiegando che le imprese non dovranno pagare tre miliardi ma due miliardi. “Diamo alle imprese tre mesi di liquidità in più. La liquidità servirà per investire e spingere la crescita”. Una goccia nell’oceano dei debiti, con i ritardi dei pagamenti della Pa e le banche che non concedono credito. Però, come si dice: meglio di niente.

Ezzelino

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