"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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sabato 25 gennaio 2014

LIVORNO-Fusti tossici, Comune e Provincia si chiamano fuori dal processo

LIVORNO-Fusti tossici, Comune e Provincia si chiamano fuori dal processo

Gli Enti pubblici hanno deciso di non costituirsi parte civile nel procedimento. In aula assenti anche i tre indagati accusati del disastro ambientale
di Federico Lazzotti
LIVORNO. Il Comune e la Provincia di Livorno si chiamano fuori - almeno per il momento - dal processo sul presunto disastro ambientale legato ai 198 bidoni tossici (71 dei quali mai recuperati), dispersi al largo dell’isola di Gorgona la notte del 17 dicembre 2011 dopo essere caduti dal ponte dell’Eurocargo Venezia, della compagnia Grimaldi, partito da Catania il giorno prima e diretto a Genova.
È questa l’assenza - non la sola per la verità - che fa più rumore nel giorno in cui davanti al giudice Gioacchino Trovato si è aperta la causa per cercare di ricostruire l’incidente e verificare le responsabilità dei tre indagati che ieri hanno preferito, pure loro, disertare l’aula al primo piano del tribunale di Livorno.
La decisione dei due Enti pubblici stupisce soprattutto perché durante le indagini preliminari, sia il Comune che la Provincia, erano stati individuati dalla Procura come parti offese, quindi danneggiate, e per questo invitate a presentarsi in aula.
«I reati contestati agli indagati - spiega Federigo Barbensi, legale della Provincia - non riguardano nostre competenze specifiche. Per casi simili - va avanti - ci sono sentenze della Cassazione molto pericolose nei confronti degli Enti pubblici. Il paradosso a cui rischiavamo di andare incontro era di essere condannati, in caso di assoluzione, al pagamento delle spese processuali. È su queste basi che la giunta ha deliberato, almeno per il momento, di restare fuori dal processo nel quale comunque possiamo ancora entrare alla prima udienza del dibattimento».
La decisione del Comune, invece, cerca di chiarirla l’assessore all’Ambiente Massimo Gulì. «Una scelta tecnica e non politica - è la sintesi - in ogni caso il Ministero si è costituito e in caso di risarcimento ci è stato garantito che quei soldi saranno trasferiti al territorio che ha subito il danno».
Oltre al ministero dell’Ambiente attraverso l’avvocatura di Stato, hanno fatto richiesta di partecipare al processo anche la Regione Toscana, l’Ampana (associazione nazionale protezione animali, natura e Ambiente), il Wwf, l’associazione Ecomondo e sei cittadini riconducibili a Vertenza Livorno.
 La prossima udienza è fissata per il 14 marzo prossimo.

25 gennaio 2014

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