"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 29 gennaio 2014

L’Italia verso la miseria. Prossima fermata Atene

L’Italia verso la miseria. Prossima fermata Atene

Stiamo arrivando al dunque, le misure di austerity inaugurate su impulso tedesco dall’iper-europeista ed illuminato Mario Monti stanno finalmente dando gli amari frutti: a fronte di una domanda persistentemente debole la crisi si sta avvitando, il debito statale pure, chi può se ne scappa via mentre le grandi multinazionali cinesizzano l’Italia (Electrolux), riducendo forzosamente la disponibilità economica da lavoro dei
residenti italiani. 
Insomma, un paese che come da piani sta diventando serbatoio di manodopera a basso costo. 
Continuando così saremo a breve come la Grecia. 
E, dico io, come potrebbe essere altrimenti: l’eccesso di tasse ha azzoppato la ripresa, le misure draconiane hanno tolto speranza nel futuro e la negazione dei diritti acquisiti, ad es. esodati, hanno finanche innescato sfiducia nelle istituzioni ed incertezza negli impegni che lo Stato aveva preso con i cittadini, anche questi sono aggiustamenti economici. 
Ed infatti la conseguenza è che i consumi non ci sono, la gente non spende per paura del futuro.
 E l’economia si ferma.
Spiacente ma sono costretto ad affermare che le vere e pesanti conseguenze – qui siamo solo agli inizi – non tarderanno a venire: in un paese senza futuro l’immigrazione ha già rallentato, l’emigrazione ha accelerato, la popolazione italiana scende…. E così il PIL, la vera base imponibile, scende e scenderà costringendo il paese verso l’angolo delle misure straordinarie che bisognerà avere il coraggio di attuare. Su, diciamolo, è impossibile continuare ad aumentare le tasse, la Bundesbank, la DIW, insomma la Germania predicano raziocinio chiedendo una patrimoniale per i capitali privati. Se si continua a non fare nulla prima o poi si arriverà lì, vero Letta? E quando dico patrimoniale intendo un prelievo dai risparmi almeno dell’ordine del 10%, più probabilmente del 15 o 20% del patrimonio finanziario disponibile delle famiglie, mica bruscolini. E la nazionalizzazione dei fondi pensione privati.
E pensare che l’avevamo scritto che Monti ci avrebbe portato al disastro, alla Grecia, alla svendita del Paese e del futuro come nazione libera e democratica…. Un’intera classe politica si è “allineata” agli interessi delll’Europa tedesca che diligentemente applica il piano di rientro dai debiti dei paesi periferici, con un vantaggio diretto ed immediato per la sola Germania di un euro molto più debole di quello che sarebbe il marco, questo lo sappiamo. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Guardate chi prende le decisioni oggi in Italia e mi direte in due o tre anni che tipo di carriera faranno in Europa, io dico che assurgeranno agli onori politici continentali (come dimenticare il mitico ministro Saccomanni che si è costruito una realtà parallela di previsioni di elevata crescita che cozzano ad esempio con quanto previsto oggi da SP’s per l’Italia oltre che con il senso comune, sembra quasi che per il tramite di quadri idilliaci si voglia evitare a tutti i costi l’inevitabile voto di protesta alle europee del maggio prossimo) . 
Questo, volendo, si chiama anche cooptazione.
La cosa che non capisco è la poca capacità degli italiani ad individuare la radice dei propri mali. Io vado contro corrente rispetto ai messaggi possibilisti che appaiono – o meglio apparivano – con regolarità su questo sito: il taglio delle spese dello Stato non è più sufficiente, giunti a questo livello anche la lotta all’evasione rischia di essere ulteriormente recessiva se interpretata in termini repressivi per le aziende che ancora danno lavoro (e che sempre più stanno pensando di andarsene). Se si vuole risolvere il problema della prossima miseria italica bisogna avere il coraggio di andare contro la Germania, tagliare sì la spesa pubblica tagliando soprattutto quella della casta partendo dalle provincie e regioni, ma facendo contemporaneamente deficit di bilancio e blindando le grandi imprese statali [ENEL ed ENI ad esempio sono due imprese che stanno facendo meglio dei competitors europei, pagano un dividendo del 6% e Saccomanni le vorrebbe vendere per pagare un debito che mediamente costa ben meno del 4%]! Con i pavidi politici delle grandi intese la vedo durissima…
Ricordiamo che la Grecia iniziò la spirale una volta che il debito statale giunse al 140% del PIL, l’Italia oggi è ad oltre il 134%….
Le possibilità sono due: o si esce dall’euro, anche per il tramite di una patrimoniale per il pagamento del debito estero che serva a non fare adirare il vicino teutonico [che smetterebbe di vendere Audi e Mercedes senza concorrenza], o si costringe Angela Merkel a rinegoziare i trattati, permettendo anche all’Italia di sforare il 3% di deficit.
 I sodali in questa impresa titanica potrebbero essere solo la Grecia di Syriza e la Francia Lepenista, la Spagna è già troppo in là nell’aggiustamento – oltre ad essere legata mani e piedi alla Germania, non avendo praticamente nessuna industria – ed il Portogallo è succube di Barroso, un altro paese che manda in miseria i propri cittadini facendo fare una brillante carriera al politico di “riferimento”.
 Restare nell’euro a queste condizioni non è un’opzione, almeno secondo chi scrive.
Per ora l’Italia sta facendo ben altro: i politici non tagliano le spese, restano saldamente ancorati alla sedia [se continuano così temo che presto o tardi rischino di vedere usate le spranghe per mandarli a casa, purtroppo], le misure “radicali” e/o “risolutive” non vengono prese, il paese si impoverisce e lo Stato invece di mettersi a dieta fa(rà, a breve) l’errore di vendere le poche multinazionali italiane rimaste – occhio soprattutto a ENEL – , con il risultato di spostare a termine occupazione di livello ed utili all’estero, la Fiat con la sede fiscale in UK insegna. Ossia, la fine del peggio non è ancora in vista.
Dunque, mi chiedo e vi chiedo, che si fa? Si attende la morte economica? Si ritornerà tutti poveri? Tornerà la fame e la miseria? Eh si, anche perchè quando si inizieranno ad intaccare le riserve patrimoniali liquide delle famiglie, durante il 2014, beh, allora sarà veramente l’inizio della fine. 
O della fame…. Anche perchè ad una patrimoniale – che innegabilmente andrebbe a diminuire i depositi e quindi successivamente annichilerebbe il credito bancario disponibile per la clientela – ne seguirebbe inevitabilmente un’altra che so, in cinque anni se come penso il Paese non dovesse riprendere a crescere. E senza multinazionali, senza grandi aziende che creino l’humus per la piccola impresa l’Italia è morta, economicamente e imprenditorialmente desertificata. O meglio, per come la possiamo vedere oggi l’Italia sta diventando un paese ad altissime tasse per i residenti e sempre più a buon mercato per gli stranieri, i turisti, un paese sotto oppressione fiscale, anch’essa una forma di fascismo (di fatti il fascismo mussoliniano nacque anche da un eccesso di tasse). Non dimentichiamo che il redditometro selvaggio sta arrivando…. Ed estremizzando si giungerà presto al punto in cui chi detiene il debito comprerà anche le case degli italiani, i proventi delle vendita verranno usati dalle famiglie impoverite per pagare le tasse e finalmente il debito estero del paese, ossia i denari torneranno da dove sono venuti. Troppo pessimista? Vedremo, io dico che non mi sbaglio. Dovessi dirla tutta l’Italia ha una sola speranza: una guerra mondiale o qualcosa del genere, almeno in quel caso non sarebbe la sola ad impoverirsi veramente – oggi l’Italia è molto ricca e diventerà molto povera continuando così -…..
Io spero che gli italiani si rendano conto di quanto sta accadendo.
Io il mio dovere di spiegare e provocare per attirare l’attenzione sui problemi veri del Paese l’ho fatto. 
E soffro nel constatare, ad esempio, che una porcata enorme come quella della misura contro gli esodati non abbia causato una vera e propria levata di scudi stile ’68 contro chi l’ha attuata. 
Ciò significa che di speranza non ce ne è più.
Ripeto, spero che gli italiani si rendano conto di quello che sta accadendo, consigliando per lo meno di segnare a penna rossa il nome ed il cognome di coloro che stanno svendendo il futuro dell’Italia allo straniero. 
La memoria, almeno quella, non potranno svenderla.

Mitt Dolcino
http://scenarieconomici.it/litalia-si-sta-rendendo-conto-che-sta-andando-verso-la-miseria-prossima-fermata-atene/
http://terrarealtime.blogspot.it/2014/01/litalia-verso-la-miseria-prossima.html

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