"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 30 gennaio 2014

La storia dei finanziamenti pubblici

La storia dei finanziamenti pubblici 

(Guerriero del Risveglio)
Un altro dei temi caldi che sta tenendo banco in questi giorni è quello relativo al finanziamento pubblico ai partiti. Secondo quanto aveva annunciato il 13 dicembre 2013 il premier Letta nelle more dell’iter legislativo volto all’approvazione del disegno di legge che era stato già approvato alla Camera dei deputati, riguardante l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, sembrava pacifico che sarebbe stato approvato velocemente e si sarebbe mantenuta solo la possibilità di finanziamento privato.
Questo neanche a dirlo è quello che non si è verificato, tutt’ora al Senato vi è una bagarre sulle modifiche al testo che sembra un vero ginepraio. 
Nessuno vuole rinunciare al finanziamento pubblico che è una delle modalità, assieme alle quote d’iscrizione e alla raccolta fondi, attraverso cui i partiti politici reperiscono i fondi necessari a finanziare le proprie attività e non solo.
 Addirittura ci sarebbe chi vorrebbero aumentarlo.
 Ricordiamo che nel nostro Paese il finanziamento pubblico ai partiti fu introdotto dalla legge del 2 maggio 1974 n. 195 proposta da Flaminio Piccoli ed in questo caso la norma che viene approvata in soli 16 giorni imponeva l’obbligo di presentazione di un “bilancio” da pubblicare su un quotidiano e da comunicare al Presidente della Camera, che esercitava un controllo formale assistito da un ufficio di revisori, cioè il “Collegio di revisori ufficiali dei conti”.
 Per capire la necessità della sua introduzione però dobbiamo andare a monte. 
La necessità di questa norma deriva infatti dagli scandali Trabucchi del 1965 e Petroli del 1973, il Parlamento in questo modo assicurando il sostentamento diretto ai partiti avrebbe evitato che questi andassero a cercarli attraverso collusioni e corruzioni dai grandi potentati economici. Peccato che ad oggi la motivazione per la quale fu introdotto il finanziamento pubblico sussista ancora e ne abbiamo notizie giudiziarie tutti i giorni. Chi avrebbe dovuto accontentarsi di questi contributi in realtà grazie all’avidità ne ha voluti sempre di più e una piccola chicca per tutti i cittadini: dal ’94 a oggi sono stati “erogati 2,7 miliardi di euro” con i finanziamenti pubblici e al netto delle spese sostenute è rimasto nelle casse dei partiti “1,9 miliardi di euro”.

Guerriero del Risveglio
http://www.signoraggio.it/la-storia-dei-finanziamenti-pubblici/

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