"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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venerdì 17 gennaio 2014

Italia, 200 mila posti di lavoro a rischio.

Italia, 200 mila posti di lavoro a rischio.

 (Bruno Rosso)
A lanciare l’ allarme l’ Osservatorio industria della Cisl, sulla base di una elaborazione dei dati forniti dall’ Istat per il 2013, secondo il quale per molti lavoratori italiani si palesa il rischio di passare dalla cassa integrazione alla disoccupazione vera e propria.
Secondo il dossier del sindacato: ”I lavoratori equivalenti a rischio di perdita del lavoro sono 208.283, un numero in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma ancora pericolosamente alto. In concreto il numero è più elevato, considerando che una parte dei lavoratori in cig ha un contratto part-time e che la cassa integrazione non sempre è a zero ore”. Ha inoltre aggiunto il segretario del sindacato Luigi Sbarra: ”In questo inizio del 2014, dopo un biennio terribile per l’economia (la recessione del 2012-2013 ha causato una contrazione complessiva del pil del 4,2%), l’orizzonte e’ passato dalla recessione aperta ad una sorta di stagnazione, in cui s’intravedono solo piccole luci di una possibile ripresa, messa in discussione dalla debolezza della situazione economica nell’area europea”. 
La stima sulla perdita dei posti di lavoro è stata effettuata dall’ Osservatorio sindacale tenendo conto del tiraggio delle ore di cig verificatosi nel 2012 ed esclude le persone collocate in cassa integrazione ordinaria, considerando quindi i soli lavoratori equivalenti coinvolti in cassa straordinaria e in deroga che possono più facilmente preludere ad una perdita del posto di lavoro. La tendenza alla trasformazione della cassa integrazione in disoccupazione vera e propria sarebbe inoltre confermata dal fatto che: “complessivamente nei primi 11 mesi del 2013 si registra un aumento del 32,5% delle domande di disoccupazione, Aspi, mobilità presentate nello stesso periodo del 2012″. La cassa integrazione nel 2013 inoltre “ha nuovamente superato il miliardo di ore autorizzate, viaggiando a ritmi di circa 90 milioni di ore mensili, senza alcun accenno ad un’inversione di tendenza”.

Sul fronte dell’occupazione, il terzo trimestre del 2013 registra 522 mila occupati in meno di cui 333 mila nel solo Mezzogiorno. Una “perdita di posti continua e ininterrotta” che procede “a ritmi sostenuti” e travolge anche quei contratti flessibili che sembravano non dover mai conoscere una crisi, i contratti a termine e le collaborazioni. E il calo di occupazione secondo la Cisl: “oramai non riguarda più il solo settore manifatturiero, ma si è allargato all’edilizia, che è il settore maggiormente colpito nell’ultimo anno ed al terziario, che aveva ben tenuto negli anni precedenti”. Se l’economia non tira, dunque, neppure i contratti flessibili riusciranno a trainare l’occupazione, “se si esclude il part-time, utilizzato dalle aziende in chiave difensiva, soprattutto trasformando rapporti precedentemente a tempo pieno”.

http://www.signoraggio.it/italia-200-mila-posti-di-lavoro-a-rischio/

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