"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 30 gennaio 2014

Il ricatto della direzione di Electrolux ai lavoratori italiani: per mantenere il lavoro dovranno accettare salari dimezzati come in Polonia

Il ricatto della direzione di Electrolux ai lavoratori italiani: per mantenere il lavoro dovranno accettare salari dimezzati come in Polonia 

(Bruno Rosso)
Durante un incontro tra i dirigenti della multinazionale svedese e i sindacati, rappresentanti gli interessi dei lavoratori nei quattro stabilimenti italiani di Electrolux, i dirigenti hanno prospettato un draconiano aut aut che sa di vera e propria provocazione: se gli operai, infatti, non accetteranno una decurtazione del 50% del proprio salario (insieme ad altri vistosi tagli al proprio welfare) la multinazionale chiuderà i battenti alle sue fabbriche italiane. Il ricatto è servito.
Ennesima multinazionale in crisi in un mercato europeo al collasso, ma questa volta la vicenda sfiora il ridicolo e fa strabuzzare gli occhi non appena quella che sembrava una barzelletta si rivela la realtà per migliaia di lavoratori. Parliamo del caso Electrolux, multinazionale svedese con sede a Stoccolma che produce elettrodomestici con stabilimenti in 25 paesi europei, in Italia per l’ esattezza quattro, sparsi nel territorio del nord est. 
Un totale di 5.715 dipendenti in tutta Italia che si vedono minacciati dai licenziamenti dopo una serie di interventi annunciati dal gruppo, accorgendosi (senza nessuna novità) della scarsa competitività degli stabilimenti italiani con i paesi dell’ est, avviando successivamente un’indagine sulla sostenibilità degli impianti produttivi nostrani, uno dei tanti metodi che preannunciano un’imminente chiusura.
Notizia di ieri è invece una riunione svoltasi a Mestre tra i dirigenti della multinazionale e i sindacati, nella quale l’ azienda ha presentato una serie di piani per gli stabilimenti di Solaro, Forlì e Susegana, mentre per quello di Porcia, ogni decisione è stata rinviata ad aprile, confermando così l’intenzione di chiudere e trasferire in Polonia l’impianto. L’incontro di ieri ha rivelato uno dei più subdoli ricatti da parte della multinazionale, con un taglio drastico dei salari, mentre di fatto si richiede ai lavoratori e alle lavoratrici l’ennesimo enorme sacrificio se non vogliono vedere chiuso lo stabilimento nel quale lavorano.
 Da 1400 euro, gli stipendi scenderebbero vertiginosamente a 700-800 euro, oltre alla riduzione delle ore lavorative, il blocco dei pagamenti delle festività, la riduzione delle pause, e ancora i permessi sindacali ridotti al 50% e lo stop agli scatti di anzianità.
Il ricatto è servito: se il piano non verrà accettato, afferma l’azienda, verranno bloccati gli investimenti che il gruppo avrebbe intenzione di fare in italia. 
Ma credere che supinamente i lavoratori e le lavoratrici accettino questo tipo di minaccia sarebbe da sciocchi, così già da ieri, gli operai di tutti e quattro gli stabilimenti hanno iniziato scioperi e picchetti davanti agli stabilimenti, mentre per domani è stato convocato un tavolo al ministero dello sviluppo economico, mentre i sindacati si illudono chiedendo un intervento diretto di Letta.
L’operazione messa in campo da Electrolux, in realtà prevede esuberi in tutti gli stabilimenti anche con le nuove misure truffa da parte dell’azienda; un motivo in più per cui i lavoratori e le lavoratrici hanno incominciato a mobilitarsi. Già ieri sera a Porcia, dopo la notizia dell’esito dell’incontro di ieri, l’ultimo turno serale ha scioperato, mentre oggi sono in presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento bloccando le merci in uscita e con l’intenzione di proseguire il presidio anche nei prossimi giorni.

http://www.signoraggio.it/il-ricatto-della-direzione-di-electrolux-ai-lavoratori-italiani-per-mantenere-il-lavoro-dovranno-accettare-salari-dimezzati-come-in-polonia/

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