"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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sabato 14 dicembre 2013

Paga globale, ditta nella rete della Gdf Accertata un’evasione di 270mila euro. Trasferte fittizie per ridurre i contributi

Paga globale, ditta nella rete della Gdf Accertata un’evasione di 270mila euro. Trasferte fittizie per ridurre i contributi

INDAGINE NELL’APPALTO DEI CANTIERI NAVALI

di FABIO MALACREA

Nella rete della Guardia di finanza una ditta dell’appalto Fincantieri che applicava la ”paga globale” ai suoi dipendenti, una prassi quindi tutt’altro che scomparsa nello stabilimento di Panzano. Alla ditta in questione è stata accertata un’evasione vicina ai 270mila euro. Dalla verifica fiscale è emerso che il titolare della ditta, che opera nel settore metalmeccanico, avrebbe corrisposto compensi irregolari a 203 dipendenti (un centinaio, in realtà, ma alcuni ”monitorati” più volte nel corso di tre anni), evitando in tal modo di versare all’erario le ritenute d’acconto che avrebbe dovuto operare sull’intero ammontare del trattamento economico corrisposto ai dipendenti stessi, corrispondenti, appunto, a un importo vicino ai 270mila euro di imposte evase.
”Paga globale”, insomma. Una prassi che, purtroppo, è ancora vigente all’interno delle ditte dell’appalto. Secondo quanto accertato dalla Guardia di finanza, con l’obiettivo di ridurre le imposte da corrispondere in qualità di sostituto d’imposta sugli stipendi erogati ai dipendenti, il titolare della ditta, che occuperebbe dai 120 ai 130 dipendenti e opererebbe anche in Friuli e in altre zone del Nordest, corrispondeva indennità e rimborsi spese per trasferte in realtà mai effettuate, al posto di vere e proprie integrazioni del trattamento economico.
La scoperta è avvenuta grazie al monitoraggio assicurato dai finanzieri sulle attiività economiche attive nella provincia di Gorizia, attuato incrociando quanto emerso dalle banche-dati e attraverso il controllo economico del territorio. L’intervento repressivo, spiega la Guardia di finanza, è finalizzato anche a garantire la tutela dei diritti maturati dai contribuenti titolari di reddito di lavoro dipendente, sotto il profilo previdenziale e contributivo. Gli importi fittiziamente corrisposti a titolo di indennità di trasferta, infatti, non sono rilevanti nemmeno ai fini dell’imponibile contributivo, determinando un minor versamento per il futuro trattamento pensionistico del dipendente.
Il fenomeno dela ”paga globale”, in effetti, è proliferato dopo il massiccio ricorso agli appalti alla Fincantieri e ha raggiunto in passato una grande diffusione. Gli stessi sindacati ne fanno due fondamentali differenze: paga globale di ”serie A”, richiesta a volte dai lavoratori stessi che riescono così a garantirsi salari anche di 2000-2500 euro al mese, e di ”serie B”, imposta invece soprattutto ai lavoratori bengalesi, con salari molto più bassi e contributi minimi versati.
Il meccanismo illecito, spiega la Gdf, è ampiamente noto: da una parte il datore di lavoro eroga al dipendente il trattamento economico maturato, dall’altro comprime il carico fiscale collegato al reddito, trasformando parte dello stesso in indennità di trasferta. L’importo, quindi, diviene non più imponibile ai fini delle imposte sui redditi. Il risparmio fiscale illecito consente quindi al datore di lavoro di eludere gli obblighi fiscali.
In pratica le ritenute d’acconto vengono effettuate su una parte ridotta del compenso corrisposto. Si tratta di meccanismi fraudolenti, spiega ancora la Gdf, che consentono un sostanziale abbattimento dei costi per l’azienda e che alterano anche i principi della corretta concorrenza sul mercato, a danno degli operatori che invece adempiono puntualmente agli obblighi fiscali.

Messaggero Veneto, 26 ottobre 2009

Salari irregolari a 203 lavoratori 
Una ditta è stata scoperta dalla Finanza: ha evaso il fisco per 270 mila euro
Al posto dello stipendio ai dipendenti erano corrisposti indennità e rimborsi spese per trasferte mai effettuate 

Un’evasione per un importo vicino ai 270 mila euro è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Gorizia, nel corso di una verifica fiscale. Il titolare di una società attiva nel settore della meccanica – secondo quanto emerso dai controlli effettuati dalle Fiamme gialle e dall’incrocio di banche dati – aveva, infatti, corrisposto per tre anni compensi irregolari a ben 203 lavoratori dipendenti. 
In questo modo avrebbe evitato di versare all’Erario le ritenute d’acconto che avrebbe dovuto effettuare sull’intero ammontare del trattamento economico. In pratica, per evadere le tasse, il titolare corrispondeva ai propri dipendenti indennità e rimborsi spese per trasferte in realtà mai effettuate.
Ancora un efficace intervento repressivo, dunque, effettuato dalle Fiamme gialle del Comando provinciale goriziano nell’ambito dell’attività di contrasto all’evasione fiscale. Il monitoraggio costantemente assicurato dai finanzieri sulle attività economiche di Gorizia e provincia, attuato sia mediante l’incrocio dei dati e degli elementi informativi contenuti nelle banche dati sia attraverso il costante controllo economico del territorio, ha consentito di individuare questa volta un imprenditore operante nel settore dei lavori di meccanica generale.
Il titolare della società corrispondeva ai dipendenti indennità e rimborsi spese per trasferte che in realtà, secondo quanto riferiscono le Fiamme gialle, non erano state mai effettuate e ciò al posto delle vere e proprie integrazioni del trattamento economico spettante. Un meccanismo illecito ampiamente noto e frequentemente oggetto di contestazione nell’ambito delle verifiche fiscali sviluppate dai finanzieri: in tal modo, infatti, da una parte il datore di lavoro provvede effettivamente a erogare al lavoratore dipendente, in termini quantitativi, lo stipendio dovuto, dall’altro comprime il carico fiscale trasformandolo fittiziamente in indennità di trasferta.
Così facendo l’importo diviene non più imponibile ai fini delle imposte sui redditi, se contenuto entro i limiti previsti dalla normativa fiscale. L’effettivo risparmio fiscale conseguito, sia pure con modalità illecite, consente – quindi – di eludere gli obblighi fiscali che il datore di lavoro dovrebbe, in realtà, assolvere.
Nel caso scoperto dai finanzieri goriziani, in particolare, il contribuente sottoposto a verifica fiscale aveva corrisposto compensi irregolari nei confronti di ben 203 lavoratori dipendenti, nel corso di tre anni. In tal modo aveva evitato di versare all’Erario le ritenute d’acconto e così facendo, secondo le Fiamme gialle, ha evaso le imposte per quasi 270 mila euro.
Da sottolineare che l’intervento dei finanzieri, in questi casi, oltre che essere mirato al contrasto dell’evasione fiscale, è finalizzato a garantire la tutela dei diritti maturati dai lavoratori dipendenti, sotto il profilo previdenziale e contributivo: gli importi fittiziamente corrisposti a titolo di indennità di trasferta, anziché quale vera e propria retribuzione, non sono infatti rilevanti ai fini dell’imponibile contributivo, determinando quindi un versamento minore per il futuro trattamento pensionistico.
Piero Tallandini

http://moriredicantiere.wordpress.com/2009/10/26/paga-globale-ditta-nella-rete-della-gdf/

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