"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 4 dicembre 2013

LA DECISIONE Stamina,:il Tar del Lazio sospende la bocciatura del «metodo»

LA DECISIONE Stamina,:il Tar del Lazio sospende la bocciatura del «metodo» 

Stamina, il Tar del Lazio sospende la bocciatura
del «metodo» da parte del pool di esperti
Accolto il ricorso di Vannoni.
 Il Ministero della Salute nominerà a breve un nuovo comitato scientifico
Davide Vannoni (Fotogramma)Il Tar del Lazio dà ragione a Davide Vannoni, presidente di Stamina: i giudici hanno
sospesoil decreto di nomina della commissione scelta dal Ministero della Salute che ha bocciato il «metodo Stamina». Di conseguenza è sospeso ancheil parere contrario alla sperimentazione. È stato dunque accolto il ricorso del presidente di Stamina, Davide Vannoni.
NUOVO COMITATO - Immediata la risposta del Ministero della Salute, che nominerà nelle prossime ore un nuovo comitato scientifico di esperti - anche stranieri - per un’altra valutazione del protocollo Stamina. «Ho voluto attivare immediatamente le procedure per il nuovo comitato scientifico perché ritengo che in questa vicenda non si possano lasciare i malati e le famiglie nel dubbio - ha detto il ministro Beatrice Lorenzin -. La tempestiva ripresa dei lavori del comitato scientifico permetterà di compiere gli approfondimenti istruttori indicati dal Tar».


«ESPERTI NON IMPARZIALI» - Vannoni aveva contestato davanti al Tar proprio la composizione della commissione che ha bocciato la sperimentazione, sostenendo che gli esperti non sono stati imparziali e che alcuni membri si sono espressi contro il metodo prima ancora di essere nominati. Questi i componenti del «vecchio» comitato: Fabrizio Oleari, Luca Pani, Alessandro Nanni Costa, Maria Grazia Roncarolo, Vincenzo Silani, Bruno Dallapiccola, Generoso Andria, Stefano Di Donato, Antonio Federico, Maurizio Scarpa, Giulio Cossu, Luigi Pagliaro, Amedeo Santossuoro, Patrizia Popoli, Maria Cristina Galli. Nessuno di loro ha voluto commentare la sentenza odierna.
ESPERTI FAVOREVOLI - Secondo i giudici, è necessario che ai lavori del comitato scientifico che deve valutare l’opportunità di avviare una sperimentazione (per la quale erano stati stanziati tre milioni di euro) «partecipino esperti, eventualmente anche stranieri, che sulla questione non hanno già preso posizione o, se ciò non è possibile essendosi tutti gli esperti già esposti, che siano chiamati in seno al comitato, in pari misura, anche coloro che si sono espressi in favore del metodo». «Non è stata garantita l’obiettività e l’imparzialità del giudizio, con grave nocumento per il lavoro dell’intero organo collegiale» scrivono i giudici, aggiungendo che «il requisito dell’indipendenza dei componenti del comitato scientifico è stato ritenuto essenziale anche dal Ministero della Salute» e che «tale indipendenza va intesa primariamente in senso ideologico (e dunque non necessariamente economico, come sembra affermare il Ministero nella memoria difensiva) e deve quindi concretizzarsi innanzitutto nel non approcciarsi alla sperimentazione in modo prevenuto, per averla già valutata prima ancora di esaminare la documentazione prodotta dalla Stamina Foundation».
CARTELLE CLINICHE - Infine, i giudici ritengono che, «prima di esprimere il parere negativo all’inizio della sperimentazione, il comitato avrebbe dovuto esaminare le cartelle cliniche dei pazienti che erano stati sottoposti alla cura presso l’Ospedale civile di Brescia. Pazienti che, dai certificati medici versati in atti, non risultano aver subito effetti negativi collaterali».

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