"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 16 dicembre 2013

in arrivo la tassa sullo smartphone

in arrivo la tassa sullo smartphone

Tutti ben conosciamo i due volti della SIAE, uno è quello di presentarsi come ente di diritto pubblico, l’altro lo indossa quando deve gestire denaro privato raccolto per autori ed editori.
 Il primo “volto” della SIAE adesso si è scritto da solo l’emendamento che dovrebbe rientrare nella prossima legge di stabilità per aggiornare nel prossimo triennio l’equo compenso.
E con il secondo “volto” è già pronta alla cassa per incassare la
cifra, che con i rincari del 500% su smartphone e tablet e forse anche le smart TV, si potrebbe aggirare intorno ai 150 milioni di euro (un terzo del bilancio). Il conflitto d’interessi è palese.
Si legge infatti nello schema di revisione del decreto ministeriale del 30/12/2009:
Come proceduto quattro anni or sono [...] abbiamo richiesto, in sede di consulenza tecnica, alla Siae, una documentata relazione tecnica sullo stato dei mercati, sui più recenti comportamenti dei consumatori in ordine alla realizzazione di copie private, ed una rilevazione delle tariffe medie europee.
La SIAE è andata oltre, non solo ha rilevato le medie europee (che non sono vere e proprie medie visto che ad esempio in Gran Bretagna il compenso non esiste), ma si è autocalcolata gli aggiornamenti delle tariffe.
Insomma, si è fatta due conti e ha proceduto con equilibrio: ha ridotto l’equo compenso sui prodotti che ormai non hanno più mercato, e lo ha aumentato del 500% per i prodotti invece più richiesti sul mercato, come smartphone e tablet (da 0,5cent a 2€) e computer(6€).
Questo aggiornamento ovviamento ha fatto polemica, tra le associazioni di categoria, Confidustria e la stessa SIAE. La difesa di quest’ultima è che queste cifre non sono a carico del consumatore finale (ad esempio l’iPhone 5S costa di meno in Francia e Germania nonostante a tariffa è più alta).
Ma la questione è un’altra, visto che le nuove tecnologie stanno cambiando la nostra vita di tutti i giorni, la copia privata era quella che si faceva copiando un vhs o masterizzando un cd, adesso la musica la si ascolta in streaming con Google Play, Spotify o Deezer, e non è possibile copiarle. Stesso discorso per i film “on demand”. 1833 visitatori hanno letto questo articolo

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