"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 30 dicembre 2013

Gli immigrati fanno prostituire le loro donne nei centri di accoglienza

Gli immigrati fanno prostituire le loro donne nei centri di accoglienza

La Boldrini, dopo il suo viaggio in Sudafrica col fidanzato, si è difesa accusando l’Italia di essere un Paese ancora pervaso da arretratezza sessista, non ha nulla da dire su come gli immigrati clandestini facciano prostituire le loro donne nei centri di accoglienza?
 La denuncia viene dal quotidiano Repubblica, che evidenzia la situazione che si è venuta a creare nel centro Cara del Mineo, dove le giovani donne sono costrette a prostituirsi da una specie di racket interno. 
Cinque euro le somale, dieci le eritree, tredici le nigeriane.
Il tariffario della prostituzione gira di bocca in bocca al centro richiedenti asilo, al bar, in mensa, negli uffici. Tra le giovani, giovanissime donne ci sono anche minorenni e secondo l’inchiesta pubblica dal quotidiano, “Lo sanno tutti, compresi i mediatori culturali e la direzione, che si girano dall’altra parte e fanno finta di non vedere.
Nel centro esiste un giro di prostituzione spaventoso e gli operatori del Cara sono i primi a “beneficiarne” in tutti i sensi. Dentro e fuori, perché oltre che nelle stanze del villaggio, poi molte ragazze sono ferme in attesa di clienti in strada, sulla Catania-Gela, a poche centinaia di metri dal centro. 
È davvero una vergogna che queste ragazze vengano sfruttate, umiliate per pochi spiccioli e nessuno faccia niente”.
A denunciare la situazione anche operatori della Comunità di Sant’Egidio, che operano nel centro e sono a stretto contatto con quelle ragazze e che cercano di portarle a costruire un percorso di integrazione.
 “Noi di Sant’Egidio siamo dentro al fianco di questi migranti e li ospitiamo anche fuori nelle nostre sedi.
 Adesso stiamo preparando per loro il pranzo di Natale, sempre che non le facciano lavorare anche quel giorno”.

Fonte: www.piovegovernoladro.altervista.org

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