"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 18 dicembre 2013

Ferro: “Non sarò a Roma, rischio di infiltrazioni di violenti”. Ma Calvani non molla

Ferro: “Non sarò a Roma, rischio di infiltrazioni di violenti”. Ma Calvani non molla

Il movimento dei Forconi siciliani di Mariano Ferro e il Life di Lucio Chiavegato si dissociano dal sit in di mercoledì prossimo. Calvani non retrocede: “Saremo in piazza”
La galassia dei Forconi si disgrega in vista del sit-in di mercoledì prossimo a Roma. A rompere le fila è il leader del Movimento dei Forconi Mariano Ferro che annuncia di non aver intenzione di partecipare alla manifestazione capitolina: ”Non parteciperemo al raduno, per senso di responsabilità e per motivi di ordine pubblico, perché temiamo strumentalizzazioni“.
Ma il pericolo che spaventa di più il leader siciliano è quello delle infiltrazioni da parte di gruppi di violenti.
Uno scenario che ha trovato ampio spazio nei giornali e che, se si verificasse, screditerebbe tutto il movimento: “Non vogliamo essere coinvolti da chi cerca lo scontro con la polizia. Tira una brutta aria. Ciò non vuol dire tirarsi indietro ma volevamo portare in piazza le famiglie, ma non c’è il clima giusto”. Non solo, Ferro apre anche a un possibile tavolo con l’esecutivo: “Se il governo ha delle soluzioni ce le dia. Credo che non ce ne siano, ma non voglio dare adito a Letta per fargli dire che siamo solo dei facinorosi. Voglio sedermi col governo, poi si decide”. Un cambio di rotta che marca una spaccatura all’interno del movimento: da una parte i siciliani con i veneti che aprono al dialogo, dall’altra il movimento di Calvani che esclude ogni possibilità di dialogo con le istituzioni.
Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona anche Lucio Chiavegato, del coordinamento 9 dicembre, che conferma che “la maggiorparte del movimento non sarà a in piazza del Popolo. Abbiamo deciso di dissociarci dall’operato di Danilo Calvani del Cra e Gabriele Baldarelli. Noi restiamo sul territorio e continuiamo i presidi ad oltranza”.
Ma Calvani non retrocede e rilancia: “Noi in piazza ci saremo e con noi la maggior parte dei comitati. Noi abbiamo sempre detto che non vogliamo trattare con il governo evidentemente per loro non è più lo stesso. Avranno cambiato idea… Io sarò in piazza anche per garantire che non ci siano disordini non sarà una protesta nè violenta nè incivile”.
A pesare sulla scelta di Ferro e Chioavegato le parole pronunciate da Letta a Milano e anche il quelle di Angelino Alfano che ha ribadito il pugno di ferro delle istituzioni nei confronti di chi contesta: “Con quelli saremo durissimi: siamo durissimi nel difendere il diritto a protestare, ma siamo durissimi contro chi impedisce alle merci di circolare e alle persone di spostarsi nelle citta?”. Nel frattempo, in Piazza dei Partigiani a Roma, i manifestanti festeggiano una settimana di “presidio” in attesa del corteo del 18. E anche nel resto del Paese il fuoco della protesta non sembra essersi spento. Ora, per vedere chi ah veramente in mano le redini del popolo dei Forconi, non resta che aspettare mercoledì. A Roma i Forconi si conterannoe decideranno cosa fare della loro “rivolta”:

( Non sorprende molto la posizione di Ferro. Costui ha dato del malato mentale a Zunino il leader del Piemonte, per aver detto che l’ITALIA é SCHIAVA delle banche ebraiche. Cominciamo bene!) ndr

http://www.stampalibera.

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