"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 26 dicembre 2013

Berlusconi non ha più diritto alla scorta, che costa ai contribuenti 200 mila euro al mese

Berlusconi non ha più diritto alla scorta, che costa ai contribuenti 200 mila euro al mese

Silvio Berlusconi, nonostante non sia più senatore, poiché accusato di frode fiscale, nonostante sia in attesa di altri giudizi pendenti per cui è già stato anche condannato in primo grado a 7 anni di reclusione, nonostante sia stato cacciato dal Senato della Repubblica Italiana in quanto pregiudicato gode ancora dei privilegi di un politico a tutti gli effetti. 
Come la scorta, due squadre per un totale di 40 uomini e due auto blu blindate. 
Le sua abitazioni sono presidiate 24 ore su 24 da forze dell’ordine, perché quando era presidente del consiglio, le aveva fatte passare al rango di sedi istituzionali e pertanto presidiate, controllate, ristrutturate.
Il tutto costa ai cittadini italiani 200 mila euro al mese. 
Inoltre i suoi autisti sono considerate guardie del corpo a tutti gli effetti e stipendiate di conseguenza, questo grazie ad un decreto legge del 2003.
 Altre norme ad personam hanno poi consentito di introdurre la chiamata diretta ovvero senza concorsi facendo sì che Berlusconi ha potuto assumere i suoi uomini di fiducia (ex autisti personali della Fininvest e della Standa) trasformandoli a tutti gli effetti di legge in 007 al suo esclusivo servizio.
Gli uomini al seguito del Cavaliere hanno trattamenti economici doppi rispetto ai colleghi che svolgono servizi di sicurezza ordinari. 
Berlusconi ha inserito quali uomini della sua scorta, non agenti provenienti dal Viminale, ma persone di sua fiducia.
 Nel 2006, prima di lasciare il Palazzo Chigi, Berlusconi vara un altro provvedimento ad hoc che oggi giorno potrebbe chiamarsi a buon diritto “salva-scorta” la scorta per il futuro Berlusconi abbia provveduto a farsela da solo stabilendo che i capi di governo “cessati dalle funzioni” abbiano diritto a conservare la scorta su tutto il territorio nazionale nel massimo dispiegamento.
 Così facendo riesce a portarsela via come fosse un’eredità personale, anche se era e continua a essere un servizio di sicurezza privato pagato con soldi pubblici.

Fonte: www.change.org

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