"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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sabato 21 dicembre 2013

Bancomat professionisti, contrordine: solo quelli da 200 mila euro di fatturato

Bancomat professionisti, contrordine: solo quelli da 200 mila euro di fatturato

(Ercole)

ROMA - Bancomat professionisti, contrordine: solo quelli da 200 mila euro di fatturato.
Avevamo capito che chiunque sarebbe potuto andare dal dentista, dal commercialista, dall’avvocato o anche dal tappezziere e avrebbe potuto pagare comodamente con bancomat o carta di creditocome avviene in qualsiasi negozio: dal Governo invece (Ministero dello Sviluppo) è arrivato una specie di altolà in forma di rinvio e applicazione selettiva, per cui l’obbligo vale solo per i pagamenti sopra i 30 euro e, soprattutto, vale solo per i professionisti e le imprese da 200 mila euro di fatturato annuo, a occhio i grossi studi. Contrordine, quindi, nonostante la tracciabilità totale dei pagamenti fosse vista come l’antidoto più efficace per contrastare l’evasione fiscale tramite ipagamenti in nero.
Dopo le proteste dei professionisti (in particolare architetti e ingegneri) il ministero dello Sviluppo ha modificato la norma che impone l’obbligo per professionisti e imprese di accettare pagamenti effettuati con bancomat (e carte di credito) e quindi di dotarsi di Pos (la macchinetta del bancomat). E’ stata introdotta una soglia minima di 30 euro: per gli architetti, invece, nessun obbligo fatta salva la possibilità per il committente di di pagare con bonifico bancario.

In sede di prima applicazione, e fino al 30 giugno 2014 si applica limitatamente ai pagamenti effettuati a favore degli esercenti per lo svolgimento di attività di vendita di prodotti e prestazioni di servizi, anche professionali, il cui fatturato dell’anno precedente a quello nel corso del quale è effettuato il pagamento sia superiore a 200 mila euro. (decreto attuativo Banca d’Italia)

Il decreto, almeno in questa prima fase, prevede dunque un obbligo selettivo e transitorio, il cui allargamento dovrà passare per un nuovo decreto da emanare entro 90 giorni: il rimpallo tra Sviluppo e Banca d’Italia (perimetro di applicazione e scadenze temporali) secondo alcuni tecnici renderebbe impossibile la piena operatività del decreto attuativo il 1 gennaio 2014. La norma era stata contestata per i timori dei professionisti riguardo ai costi di installazione e gestione del Pos.

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it/economia/bancomat-professionisti-contrordine-solo-1748670/

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